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Mario Maggi è stata la prima vittima dell'alluvione di firenze del 4 novembre 1966. Un nome dimenticato che solo recentemente grazie agli autori di un volume ed all'impegno della figlia è stato riportato alla luce. Il nome di Maggi non compare nemmeno nella mostra multimediale sull'alluvione dal titolo “Arno 66, i giorni dell'Alluvione nel cinquantenario”, una mostra visitata da oltre 18 mila persone. Lina, la figlia di Mario, è pronta a chiedere i danni proprio alla Regione.



mostra regione alluvioneQuesto è un dato storico, che si conosceva già a suo tempo come da notizie pubblicate dal quotidiano La Nazione, e nuovamente confermato da ben 5 anni – e da nessuno mai messo in dubbio – grazie alle ricerche fatte, su mandato della famiglia, dal giornalista Franco Mariani, il quale ha potuto appurare che Mario Maggi è la prima vittima dell’Alluvione a Firenze, e non l’operaio Carlo Maggiorelli, il quale morì due o tre ore dopo mio padre.  Mio padre morì per una frana in Via Bolognese dove intervenne una pattuglia della Polizia Municipale e la Magistratura aprì anche un fascicolo su tale morte (affidato al Sostituto Procuratore Carlo Casini).  Il suo corpo finito nel Mugnone fu ritrovato dopo 3 giorni ancora avvolto nel fango all'obitorio del S. Giovanni di Dio. L'episodio è stato ricordato anche in Palazzo Vecchio da una signora inglese che abitava su quelle strada e fu un angelo del fango ed è ancora vivo uno dei tre Vigili Urbani che intervennero sul luogo dove morì mio padre.
Quindi mi chiedo come mai chi ha curato tale mostra ha deciso di non mettere il nome di mio padre tra le vittime. Quanto ha speso/investito la Regione Toscana di soldi pubblici per tale esposizione?
Quanto è stato pagato il curatore della esposizione per tutto il suo lavoro?  Ritengo un mio diritto chiedere alla Regione Toscana e/o alla Fondazione Sistema Toscana un risarcimento per essersi dimenticati il nome di mio padre Mario Maggi, che non era certo un'opera d'arte ma neanche solo un operaio, un numero.  Era un persona di 44 anni che ha lasciato la sua vita nel fango di Firenze, ha lasciato una moglie e 4 figli a cui nessuno ha dato neanche una parola di conforto.  Per dignità gli sia almeno riconosciuto tutto il diritto di apparire assieme alle altre vittime dell’alluvione, diritto che hanno tutte le vittime di quel tragico evento e che dalle Istituzioni sono sempre state ignorate”.