Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Elementi schiaccianti nei confronti di Piter Polverini, il 24enne sangiustinese accusato dell'omicidio di Katia Dell'Omarino, la 41enne uccisa a martellate nella notte tra l'11 ed il 12 luglio 2016 e poi abbandonata sul greto del torrente Afra, a Sansepolcro. Questo è quanto emergerebbe dall'esito degli esami richiesti dalla procura aretina. Sono infatti state consegnate le risultanze delle analisi di laboratorio della genetista Isabella Spinetti sui reperti raccolti durante le indagini. Le tracce di sangue rinvenute sul martello e nell'auto, una Nissan X Trail, apparterrebbero proprio alla vittima. Inoltre sarebbero concordanti anche le comparazioni tra il profilo genetico del giovane ed il materiale biologico trovato sotto le unghie della donne ed su di un fazzolettino. Infine sul corpo della vittima sarebbe stato trovato un bulbo pilifero appartenente a Piter Polverini.



A breve potrebbero arrivare le risultanze anche della perizia difensiva sul quadro psicologico del presunto assassino, richiesta dalla difesa del 24enne sangiustinese, che si trova in carcere dallo scorso 16 settembre.