Regolamento per i bar, Confcommercio a favore "lo avevamo chiesto noi"
“Con l’adozione di parametri qualitativi per dare il nulla osta a chi vuole aprire un nuovo bar in centro, il Comune garantirebbe ai consumatori la dovuta qualità dell’offerta e alle imprese una concorrenza leale, non giocata sul prezzo o sulla scorrettezza. Sarebbe bene estendere un’idea simile anche al resto della città, non solo al centro storico”.
Nessun blocco dei permessi, dunque, semplicemente un attento esame dei requisiti di chi intende aprire. “Confcommercio è disponibile a dare il proprio contributo nella stesura dei parametri da richiedere, che ovviamente potranno variare in rapporto alle aree della città e alla densità di locali già esistenti: più alti dove ci sono più bar, meno nelle zone non servite”.
Gli effetti negativi della liberalizzazione selvaggia purtroppo si sono fatti sentire nel nostro settore”, spiega il presidente della Fipe-Confcommercio aretina, “non solo perché è aumentato il numero di attività sulla piazza – questo di per sé sarebbe stato legittimo e sacrosanto – ma perché sono entrati sul mercato tanti operatori improvvisati, capaci di fare concorrenza solo sui prezzi. Il risultato è stato che per i consumatori ora è più difficile scegliere bene e per le imprese serie, perfino quelle storiche, la fetta di torta disponibile si è talmente assottigliata da mettere in crisi occupazione e profitti. Ma a rimetterci è stato anche il livello medio dei servizi offerti dalla città ed è anche per questo abbiamo chiesto all’Amministrazione Comunale di intervenire, pur consapevoli dei ridotti spazi di manovra consentiti dalla normativa attuale”.
“Ci fa particolarmente piacere che la nostra richiesta di intervento sia stata presa a cuore dalla politica nell’ottica di una salvaguardia generale del decoro e dell’immagine del centro storico. Speriamo che si concretizzi qualcosa entro la prima metà del 2017, magari per tutto il territorio comunale”, conclude Stefano Mearini.