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Saranno consultati i registri dell’ente Fraternità dei Laici per risalire all’identità delle nove mummie datate tardo Rinascimento, ritrovate 20 anni fa nel sottosagrato della Basilica di San Francesco ad Arezzo e scomparse poi nel nulla. Il caso, sollevato dal Corriere di Arezzo, ha portato prima a ipotizzare che le mummie fossero state nuovamente inumate, poi che potrebbero trovarsi in un deposito ad Arezzo. Sull’identità, rimasta sconosciuta, gli studi, quando furono rinvenute, si erano concentrati in particolare su una delle nove mummie: l’abbigliamento elegante ed altri particolari avevano fatto pensare alla moglie dell’artista aretino Giorgio Vasari o a una Bacci, famiglia che aveva commissionato la Leggenda della Vera Croce a Piero della Francesca. Ora cercherà di fare chiarezza la Fraternità dei Laici che dal Quattrocento dispone dei registri dei morti. Pierluigi Rossi, primo rettore della Fraternità, da stamani, insieme alla dottoressa Alessandra Baroni, ha iniziato a consultare i registri di morte che sono conservati nel Palazzo della Fraternità. “Partendo da questa domanda – spiega – ho deciso di mettermi al lavoro. Insieme alla dottoressa Alessandra Baroni da oggi. Guarderemo chi erano le nove persone sepolte a San Francesco”.