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In questi giorni l’impianto integrato di San Zeno sta ricevendo e lavorando la frazione organica compostabile proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti nelle zone colpite dai recenti terremoti (Valnerina, Norcia Cascia, ecc.). Si tratta di un piccolo quantitativo pari a circa 50 tonnellate giorno che l’impianto aretino riceve e trasforma in compost, un fertilizzante naturale per l’agricoltura biologica. L’importanza degli impianti integrati per la lavorazione dei rifiuti, dotati in un unico polo di selezione, recupero energetico e compostaggio, risulta evidente anche quando possono verificarsi catastrofi come quelle cui abbiamo assistito negli ultimi mesi.

Aisa Impianti Spa ha una capacità complessiva giornaliera di trattamento di circa 400 tonnellate, di cui solamente un terzo viene termodistrutto e recuperato sotto forma di energia elettrica (55.000 kilowattora giornaliere = 16.000 abitanti).

“Mi preme sottolineare due aspetti fondamentali relativi all’impianto aretino” ci dice Giacomo Cherici consigliere di amministrazione di Aisa Impianti Spa ed esperto del settore dei rifiuti da molti anni “il primo aspetto è relativo alla compagine della proprietà impiantistica che è pubblica al 96% e questo è una garanzia di sicurezza e trasparenza. Il secondo aspetto è relativo all’importanza di avere impianti integrati così organizzati, ovvero che possano lavorare più tipologie di rifiuti in un unico polo ottimizzando tutte le fasi. I migliori impianti presenti nel nord Europa raggruppano le lavorazioni in modo sinergico. Compostaggio, selezione, recupero energetico e piattaforme per le raccolte differenziate coesistono negli stessi luoghi. Si ottiene così un’altissima qualità dei sottoprodotti di lavorazione, tra cui le matrici organiche, e un ampio recupero delle raccolte differenziate, riducendo drasticamente l’inquinamento ed i costi dovuti ad un uso eccessivo del trasporto dei rifiuti come purtroppo ancora avviene in gran parte del Paese”