Approvata la legge contro il cyberbullismo
Da un sondaggio condotto in ambito europeo su un campione di ragazzi che hanno subito atti di cyberbullismo e di 2.000 adulti, emerge che:
a) il 35% dei ragazzi ha compiuto atto di autolesionismo;
b) il 55% è caduto in depressione;
c)il 38% ha pensato al suicidio;
A fronte di questo drammatico vissuto dei ragazzi, gli adulti intervistati hanno ritenuto che il cyberbullismo:
a) il 31 %, un fatto normale nella fase di crescita;
b) il 6% che forma il carattere;
c) il 50% non ha nessuna percezione della violenza che subisce chi è oggetto di cyberbullismo;
"Il provvedimento approvato oggi - prosegue Mattesini - non è basato su atteggiamenti sanzionatori, non criminalizza il web, bensì è basato sulla prevenzione e sulla promozione culturale dell'uso corretto della rete, mettendo in primo piano la responsabilità individuale e collettiva sia dei minori che degli adulti. Al centro c'è l'elemento educativo e quindi la scuola, cioè il luogo nel quale si verificano circa il 90 per cento degli episodi di cyberbullismo. Puntare alla formazione del personale in stretta collaborazione con le famiglie e con le istituzioni locali, significa che l'educazione all'uso consapevole della rete deve diventare un'attività permanente quasi una sorta di DNA del processo educativo.”
“Altro aspetto significativo del provvedimento è la previsione di un piano di azione integrato attraverso la costituzione di un tavolo tecnico, sia a livello nazionale sia a livello locale, composto dai vari Ministeri interessati. Un percorso inclusivo che attraverso la formazione e la co-formazione di tutti i soggetti istituzionali può costruire non solo un argine al dilagare del fenomeno del cyberbullismo, ma anche una nuova e comune consapevolezza che aiuterà ad evitare pesanti conseguenze a chi non usa correttamente il web. La sfida importante insita nell'approccio culturale del disegno di legge è l'attivazione di un processo educativo di cittadinanza, ovvero promuovere e sostenere la consapevolezza dell'esistenza inscindibile di diritti e di responsabilità, nella convinzione che il rispetto che ognuno di noi pretende per se stesso è strettamente legato al rispetto che ognuno di noi deve all'altro. Si tratta, quindi, di lavorare tutti insieme, genitori, istituzioni e operatori per sostenere la formazione di identità individuali e collettive più forti, nella battaglia che speriamo vincente contro questo grave fenomeno che affligge la nostra società", conclude la senatrice democratica.