Viva Maria, dopo le polemiche il consigliere Andreani rimanda il suo atto di indirizzo
Personalmente, non sono fautore di alcun revisionismo ma ricerco la verità storica: e la storia si fa con i documenti e non con idee e pregiudizi personali. Quando si lanciano accuse a una comunità locale occorre che queste siano sostenute da prove, ovvero documenti che suffraghino le tesi sostenute. Con il Viva Maria, desidero ricordare un fatto storico che appartiene alla città, ovvero la cacciata per reazione popolare dei francesi da Arezzo. Francesi che avevano depredato il nostro territorio, compiuto soprusi nei confronti della popolazione e tentato di sottrarre alla comunità l’effigie della Madonna del Conforto. L’insorgenza anti-francese ha gli stessi connotati della resistenza avvenuta durante la seconda guerra mondiale: in entrambi i casi, gli strati sociali si sono uniti per combattere un invasore.
Considerato il mio rispetto per le sensibilità altrui, vorrei che anche la mia fosse altrettanto rispettata. Sono disponibile, come dichiarato in Consiglio Comunale, assieme alla comunità scientifica locale, a chiarimenti e approfondimenti con tutti coloro che lo desiderano. Intendo promuovere un convegno aperto alla comunità ebraica, agli storici e agli appassionati che vorranno discutere le loro tesi sull’insorgenza Viva Maria, tesi che dovranno però essere sostenute da fatti e documenti storici. Ho ritenuto perciò, per questi motivi di approfondimento, rimandare la discussione dell’atto al prossimo Consiglio Comunale".