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Una imprenditrice aretina è stata assolta dall’accusa di omesso versamento di 300mila euro di Iva perché solo “prestanome”, come presidente del cda della ditta aretina Cometi, specializzata nel settore edilizia, e non effettivo gestore. Jessica Mancini, figlia dell’ex presidente dell’Arezzo calcio Piero Mancini, era finita nei guai per una vicenda legata all’azienda Cometi, in particolare ad una maxi evasione di Iva con mancato versamento. Oggi il processo in appello a Firenze e la relativa assoluzione. “I precedenti della Cassazione, in tema di teste di legno, uomo di paglia o prestanome che dir si voglia – spiega l’avvocato Luca Fanfani che l’ha assistiva – sono tutti di segno contrario. Si tratta di una sentenza isolata della corte di appello di Firenze probabilmente destinata a fare giurisprudenza a livello nazionale”. Giovedì prossimo in Tribunale ad Arezzo si apre il processo per la bancarotta del padre Piero Mancini che vede coinvolta anche la figlia Jessica. “La decisione di oggi della corte di appello – conclude Fanfani – che sancisce un suo ruolo meramente formale, è destinata a pesare anche su questo secondo procedimento”.