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8 bambini dal 2001 ad oggi ad Arezzo sono stati lasciati in ospedale dalle loro mamme subito dopo la nascita. In tutta la Toscana sono molti di più, circa 30 all'anno.
Sono i dati relativi ad un percorso che in pochi conoscono. Si chiama “mamma segreta” ed è stato avviato dalla Regione Toscana fin dal 1999.
Ci occupiamo di questo argomento perché casi come quello di che è accaduto a Settimo Torinese, dove una donna di 34 anni ha lanciato dalla finestra il suo neonato, non accadano più.
C'è anche una sentenza della Corte di Cassazione, la n. 171 del 5 maggio 1994, che dà la possibilità appunto alle partorienti di poter mettere al mondo loro figlio in assoluto anonimato.
L’impegno della Regione Toscana è stato quello di organizzazione una rete di servizi dedicata alla prevenzione degli infanticidi ed al sostegno delle donne in gravidanza che manifestano incertezze rispetto al riconoscimento del neonato.
La stretta collaborazione tra gli uffici regionali competenti in materia di tutela dei diritti dei minori, i servizi sociali e socio sanitari del territorio, nonché l’Istituto degli Innocenti di Firenze, ha consentito di consolidare la cultura dell’accoglienza delle donne in gravi difficoltà.
L'altra faccia della medaglia sono le famiglie che invece vorrebbero adottare.
500 le coppie che hanno fatto richiesta di adozione nel 2015, secondo i dati del Tribunale per i Minorenni di Firenze elaborati dal Centro regionale Infanzia, adolescenza, famiglia.