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Ora si può dire, Banca Etruria non esiste piu' Dopo il passaggio delle good bank ad Ubi Banca sono iniziate anche le operazioni di lifting delle insegne. Così la scritta Ubi Banca oggi è comparsa nella sede direzionale di via Calamandrei e via via comparirà in tutte le filiali. Dunque si è chiusa anche a colpo d'occhio una storia che era iniziatfa il 5 gennaio 1882 quando venne fondata la Banca Mutua Popolare Aretina, poi divenuta nel tempo Banca Popolare dell'Etruria e del Lacio, Banca Etruria, Nuova Banca Etruria. Ed ora Ubi. Proprio negli ultimi giorni Ubi aveva vara un aumento di capitale da 400 milioni per sostenere l'acquisto delle tre good bank. Il posizionamento della nuova insegna rientra nel piano di riallestimento di tutte le strutture della Banca, attraverso un piano di comunicazione che ha preso avvio fin dal giorno successivo al closing del 10 maggio, con la campagna “Benvenuti nel Gruppo UBI” presente in tutte le vetrine delle filiali. Tale percorso prevede a breve una fase di passaggio, in cui l’Istituto avrà il nome di “UBI Banca Tirrenica”. Un cambiamento di denominazione resosi necessario a seguito della cessazione dell’ente ponte “Nuova Banca Etruria”.
Lo stesso marchio “UBI Banca Tirrenica” sarà utilizzato solamente fino al completamento della fusione, prevista tra fine anno e i primi mesi del 2018. Infatti, quando l’integrazione nell’Istituto diretto da Victor Massiah sarà ultimata, in tutte le strutture del territorio sarà presente esclusivamente il logo UBI Banca, quello stesso che già da oggi è collocato in Via Calamandrei.




Inizia dunque una nuova storia cominciata dal commissariamento del vecchio istituto e passata per il decreto salva banche che ha causato la perdita di ingenti risparmi per i possessori delle obbligazioni subordinate. E' attesa nel frattempo l'entrata in vigore dei decreti attuativi dell’arbitrato affidato all’ANAC, per la tutela dei risparmiatori di Banca dell’Etruria, Banca Marche e le Casse di Risparmio di Ferrara e Chieti che non hanno voluto o potuto accedere ai rimborsi forfettari, la procedura sarà resa possibile attraverso l’accesso al fondo di solidarietà. Per ottenere i rimborsi i risparmiatori dovranno dimostrare che la sottoscrizione dei bond subordinati è avvenuta senza che gli intermediari abbiano rispettato gli obblighi di trasparenza e informazione previsti dalla legge.