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Ha affisso su una bacheca di Terontola un manifesto scritto dal titolo "Troppi Negri" e per questo è indagato per discriminazione razziale. Protagonista della vicenda Mauro Tureci, padre di 4 figli, ferroviere di Trenitalia, storico politico della destra in Valdichiana tra le fila del Movimento Sociale prima ed Alleanza Nazionale poi, anche se da tempo ha abbandonato la militanza partitica. L'accusa nei suoi confronti è scattata dopo aver affisso due manifesti nei giorni in cui in Valdichiana era montata la protesta per un possibile arrivo di nuovi profughi. I manifesti sono stati rimossi dopo l'intervento delle forze dell'ordine. Nei manifesti così si riferiva ai migranti: "Bighellonano,  spesso si ubriacano, stazionano davanti ai supermercati, importunano le persone più anziane ed indifese per impadronirsi dei carrelli ed intascare un euro. Segno che non hanno alcuna voglia di integrarsi. Bensì, vengono in Italia perché è il modo più semplice per sbarcare il lunario, per mangiare, bere e divertirsi”. In altri passaggi aggiunge che bisognerebbe  "rimetterli su un gommone con qualche banana e un po' d'acqua per spedirli con un viaggio senza ritorno nella savana di scimmie e leoni".
MANIFESTO TURECIA Tureci è arrivata la solidarietà di Fli Cortona e Casa Pound: "Siamo stati messi al corrente nei giorni passati - afferma Alessandro Pallini, responsabile locale di CasaPound Italia - dello spiacevole atto repressivo subito da Mauro Turenci, ex consigliere comunale, ex candidato a molte competizioni elettorali cortonesi e con noi in contatto da una vita, al quale va la nostra solidarietà. Un intervento di forza in grande stile, con tanto di polizia municipale, carabinieri e vigili del fuoco: una bacheca divelta per un manifesto sequestrato". "Non ci sogneremo neanche lontanamente - prosegue Pallini - di far tacere con queste modalità il nostro peggior avversario, privandolo del diritto di replica e di un giusto contraddittorio.  Siamo del parere che a tutti debba essere garantito esprimere pubblicamente la propria opinione, sia essa anche sopra le righe ed indubbiamente oltre il politicamente corretto. Questo atto di prevaricazione è la conferma dello scollamento della realtà che vivono nei centri del potere dai quali è partito l'ordine: basterebbe che lor signori uscissero dai salotti nei quali sono rinchiusi e si recassero il giovedì al mercato od in attesa dal medico, ma persino la sera nei loro circoli Arci, per ascoltare affermazioni ben più pesanti di quelle espresse sul manifesto da Turenci. Affermazioni, in ogni caso, dettate non dal razzismo ma dall'esasperazione causata dal fallimento della gestione immigrazione e da una sensazione di diffuso tradimento che qualsiasi italiano di buon senso percepisce distintamente". "Non ci sono mai piaciuti i processi alle intenzioni - chiosa Pallini - e ci siamo da sempre opposti al reato di opinione, perchè alla fine di questo si parla. Si pensi piuttosto, se si dissente così veementemente da far intervenire la forza pubblica, a rispondere nel merito. Certo, per fare ciò è necessario aver qualcosa da dire. Cercare di tappare la bocca ad una voce da sempre fuori dal coro come Mauro, privandolo ormai del suo unico mezzo di espressione politico, è di una vigliaccheria unica, degna forse di un soviet, ma non della nostra Cortona. Vigliaccheria ciò nonostante comica, ridicola, per la sproporzione delle forze in campo e la scompostezza che emerge sempre, stranamente, quando qualcuno tocca 'certi tasti', come ad esempio quello dell'immigrazione. Quindi esprimiamo anche solidarietà politica, oltre che umana, a Mauro Turenci, sperando di non dover più assistere a questi veri e propri abusi di potere".