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Più risorse per sociale, lavoro, pensioni e giovani. Sabato 14 ottobre l’Italia tutta si mobilità ed anche i lavoratori della CISL aretina si uniranno a quelli della Cgil e della Uil. Per le regioni dell’Italia centrale è Firenze ad ospitare in piazza della Repubblica la grande manifestazione regionale: dal palco parleranno lavoratori e pensionati oltre alla segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.  Ed anche la CISL di Arezzo si mobilita in massa: in molti in pullman, altri ancora con treno e mezzi propri raggiungeranno il capoluogo toscano.  
Una manifestazione, sottolineano dalla CISL aretina, necessaria per far arrivare una sola voce su argomenti che unitariamente il sindacato chiede: più risorse, sia per l’occupazione giovanile sia per gli ammortizzatori sociali; il congelamento dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita; un meccanismo che consenta di costruire pensioni dignitose per i giovani che svolgono lavori discontinui; una riduzione dei requisiti contributivi per l’accesso alla pensione delle donne con figli o impegnate in lavori di cura; l’adeguamento delle pensioni in essere; la piena copertura finanziaria per il rinnovo e la rapida e positiva conclusione dei contratti del pubblico impiego; risorse aggiuntive per la sanità ed il finanziamento adeguato per la non autosufficienza. Alla base delle nostre rivendicazioni, prosegue il sindacato di Viale Michelangelo, il lavoro e la sanità. 
Scendiamo in piazza non per eseguire un ordine, ma per far comprendere a chi si spertica nel dire che le difficoltà sono un ricordo. Nella nostra provincia il lavoro è ancora in affanno. La crisi non è superata e sono molte le aziende, soprattutto quelle di media dimensione, in difficoltà, difficoltà vera. Ci vogliono investimenti: troppi i posti di lavoro a tempo determinato in particolare per i giovani. E molti punti oscuri anche nel settore sanitario, per esempio, è stato annunciato pochi giorni fa il blocco del turnover: un problema molto grave che potrebbe essere risolto senza risorse aggiuntive e che invece si scarica sui lavoratori. Che dire poi delle miglia e miglia di corregionali che rinunciano a curarsi perché troppo alti i costi delle prestazioni sanitarie? Il sistema sanitario Toscano è un modello di eccellenza ma, evidentemente, scricchiola il rapporto della prestazione e del suo costo con i regimi stipendiali attuali, fermi ed incollati. Questi sono solo alcuni dei problemi, la punta dell’iceberg.
Dal Governo ci aspettiamo non un sussulto, ma azioni concrete per difendere i nostri giovani, i posti di lavoro, i contratti e le pensioni, la sanità per tutti. Noi della CISL la nostra parte l’abbiamo sempre fatta e la continuiamo a fare. Su questi argomenti da sempre siamo vicini agli associati. In tutto il territorio provinciale le sedi del Sindacato sono a disposizione non solo per i tradizionali servizi di patronato ed assistenza fiscale, ma anche per le categorie. E, nelle sedi di Bibbiena, Castiglion Fiorentino e Sansepolcro è anche garantita una presenza della Segreteria generale così come avviene già nelle sedi di Montevarchi e San Giovanni.
Questa, concludono dalla CISL, è una stagione che ci preoccupa molto. I toni del confronto sono sempre più aspri e vuoti nonché farciti di qualunquismo e populismo. Chi oggi mal tollera il ruolo del Sindacato perché vorrebbe una gestione diretta del rapporto lavoro: padrone/operaio non sa cosa dice e, soprattutto, non conosce i sacrifici e le battaglie che, uomini e donne hanno sostenuto per ottenere diritti e condizioni dignitose.