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Si è conclusa con due arresti l’operazione degli uomini della Sezione Antidroga della Squadra Mobile Aretina, volta al contrasto della commercializzazione al dettaglio di sostanze stupefacenti, durante la quale è stato perquisito uno stabile dello storico quartiere “Colcitrone” della città di Arezzo. Nell’appartamento preso di mira dagli investigatori dimoravano due insospettabili fidanzati italiani: B.D, operaio 26enne e  C.M. studentessa di 19 anni. 
Al momento dell’ingresso dei Poliziotti nella casa, faceva bella mostra di sé, di fianco al televisore del soggiorno, uno scatolino di un profumo ed un bilancino elettronico. All’interno della scatola gli operatori hanno trovato: delle buste utilizzate per il confezionamento delle singole dosi da spaccio, 90 euro in banconote di vario taglio, una confezione con 19 grammi di cocaina e 0,3 grammi di marijuana. 
MENU DROGA1La perquisizione ha anche permesso il ritrovamento di un quadernone a righi, utilizzato come libro contabile tenuto dai due spacciatori, sul quale i fidanzatini, entrambi incensurati e sconosciuti alle Forze dell’Ordine, annotavano con precisione ogni singola cessione ed i rispettivi ricavi.  Sull’ultima pagina del registro era stato invece realizzato il “menù dello spaccio”: un campionario di tutte le sostanze che i due spacciatori potevano procurare ai loro clienti.
Sul menù ciascuna sostanza era stata esposta in una piccola quantità, raccolta in un po’ di cellophane incollato sul foglio ed in corrispondenza di ciascuna tipologia di droga era stato indicato il nome del prodotto: strawberry haze, moby dick, critical bilbo, bluberry, primero di amnesia , crema kush, ecc...  Considerata l’evidenza delle prove ed i quantitativi di stupefacente rinvenuti, nonostante la giovane età degli indagati ed il loro stato di incensurati, gli agenti hanno proceduto al loro arresto trasferendoli nella camera di sicurezza della Questura, dove hanno trascorso la notte  in attesa del giudizio per direttissima. L'arresto della coppia è stato convalidato. I due giovani sono stati rimessi in libertà dopo aver patteggiato 1 anno di reclusione e 1.200 euro di multa