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La forte diminuzione degli sbarchi di profughi dalla Libia è vista da tanti con sollievo, ma il prezzo è costituito sia da documentate violenze ed enormi sofferenze cui sono sottoposti i migranti nei campi di concentramento di quel Paese, che da accordi a dir poco opachi stabiliti con le varie fazioni libiche, alcune delle quali complici del traffico di esseri umani. Gli orrori che stanno avvenendo sull'altra sponda del Mediterraneo non vanno nascosti né rimossi e interrogano la nostra coscienza.
Da qui prende le mosse un'iniziativa promossa da varie organizzazioni aretine dell'area di sinistra e progressista raccoltesi nel monito di Bertold Brecht: "Non si dica mai che i tempi sono bui perché abbiamo taciuto".
L'incontro-dibattito pubblico è in programma Venerdì 27 ottobre, alle ore 17:30, presso la Casa dell'Energia in Via Leone Leoni, 1 ad Arezzo e s'intitola: "Il dramma dei migranti e dei rifugiati nei campi di concentramento in Libia. La fortezza Europa cancella i diritti umani e interroga la nostra coscienza".
L'incontro sarà aperto dalle comunicazioni di: Chiara Favilli, Professoressa di Diritto dell'Unione Europea all'Università di Firenze, Paolo Pezzati, Policy Advisor per le crisi umanitarie di Oxfam Italia e Françoise Farano, Coordinatrice della sede di Firenze dell'associazione Medici per i Diritti Umani.
L'iniziativa è organizzata da: Sinistra Italiana, Articolo 1 Mdp, Possibile, Rifondazione Comunista, Alleanza popolare per la democrazia e l'uguaglianza, Campo Progressista.
I cittadini sono invitati a partecipare.