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Vengono da Nigeria, Mali, Ghana, Gambia, Sierra leone, Senegal e Guinea. Si sono lasciati alle spalle storie fatte di odissee interminabili: fuga da guerra e persecuzioni nei propri paesi di origine, attraverso il deserto verso la Libia, dove in diversi casi sono stati vittime di abusi, violenze e detenzioni illegali - fino ad arrivare in Italia - dopo aver rischiato la vita in mare.



Sono i 25 uomini, donne e bambini inseriti nel nuovo progetto per l’accoglienza e l’integrazione di migranti richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) in provincia di Arezzo. Un’iniziativa che secondo il modello di accoglienza diffusa in piccoli centri- realizzato da Oxfam già in altre città toscane - li vedrà inserirsi sempre di più, giorno dopo giorno, grazie a tante attività e progetti di formazione scolastica e lavorativa in quattro comuni della provincia di Arezzo, che hanno aperto loro le porte: Castiglion Fibocchi (capofila del progetto), Capolona, Pergine Valdarno e Laterina.

Tra loro, ragazzi come Moses, operatore umanitario, che dopo aver denunciato l’orrore delle mutilazioni genitali femminili nel proprio paese, la Sierra Leone, è stato costretto a scappare da un giorno all’altro verso la Libia, dov’è rimasto intrappolato per quattro mesi senza un motivo. Per poi trovarsi, una volta giunto in Sicilia, a fare i conti con le difficilissime condizioni a cui sono sottoposti i migranti in centri come il CARA di Mineo, finché una notte quasi “per caso” è arrivato in provincia di Arezzo. Qui ogni giorno va a scuola, per integrarsi in quella che ormai considera la sua nuova casa. Video-testimonianza (link)

Giovani madri come Beauty che dopo esser fuggita dalla Nigeria dilaniata dalla “guerra” innescata da Boko Haram, è stata costretta ad attraversare il Mediterraneo al nono mese di gravidanza, dopo aver perso il marito per mano delle milizie libiche. Per lei ad Arezzo è iniziata una nuova vita e non a caso a sua figlia, che ha dato alla luce poco dopo il suo arrivo, ha messo nome “Miracle”.

Un nuovo approccio per l’integrazione

Il progetto - presentato stamani dal direttore dei Programmi in Italia di Oxfam Alessandro Bechini, assieme al sindaco di Castiglion Fibocchi Salvatore Montanaro, al vice sindaco Ernesto Ferrini, e a sindaci di Capolona Alberto Ciolfi, di Laterina Catia Donnini e di Pergine Valdarno, Simona Neri - si è classificato secondo in Italia, e rappresenta una novità importante per il territorio aretino e toscano, nata dalla collaborazione virtuosa istaurata nel tempo tra Oxfam e i comuni coinvolti.

Una “rete” che si pone come primo obiettivo, la realizzazione di un percorso di integrazione continua nel tempo, il tentativo di mettere a frutto l’esperienza maturata in questi anni di impegno nell’accoglienza, da parte di Oxfam e degli enti locali coinvolti. Un’esperienza che ha privilegiato piccole strutture e un rapporto diretto col territorio a differenza di altri CAS (centri di accoglienza straordinaria) - che oggi accolgono gran parte dei richiedenti asilo in Italia e in Toscana, ma non sempre consentono di realizzare un processo di integrazione efficace, perché distribuiti in grandi strutture, che non offrono servizi mirati all’inserimento dei migranti.

“Oggi è più che mai necessario andare oltre una gestione puramente emergenziale del fenomeno migratorio. – ha dichiarato Bechini - Guardare oltre significa accompagnare chi arriva da noi in un processo continuo nel tempo che vada dalla formazione linguistica e scolastica, all’orientamento e all’apprendimento lavorativo. Ad esempio attraverso accordi con le aziende e le tante realtà del territorio che possano offrire nuove opportunità di inserimento a chi adesso deve ricostruirsi una nuova vita, in un nuovo paese. E proprio, grazie alla collaborazione con i comuni coinvolti, che ringrazio, continueremo a lavorare in questa direzione”.

“Abbiamo aderito con entusiasmo a questa iniziativa, perché siamo convinti che l’approccio intrapreso da Oxfam per l’accoglienza e l’integrazione dei richiedenti asilo in Toscana e nella nostra provincia, possa rappresentare non solo una reale e positiva occasione di inserimento, ma anche un’opportunità di crescita per il nostro territorio”, hanno sottolineato i Sindaci dei quattro comuni.