Elezioni Rsu Sei Toscana, la Cisl fa ricorso
Nello specifico si contesta la procedura di assegnazione dei resti, decisa a posteriori e secondo una modalità che non ha minimamente tenuto conto della volontà espressa dai lavoratori, che si sono recati alle urne il 25 e il 26 ottobre, violando le più elementari regole di suffragio e piegando le finalità della consultazione a logiche diverse, incomprensibili, che ne hanno disatteso senso e obiettivi. Ricordiamo che la consultazione doveva innanzitutto garantire una adeguata composizione della rappresentanza: Grosseto con 301 votanti doveva eleggere 5 rappresentanti; Arezzo con 297 votanti 5 rappresentanti; Siena con 293 votanti 5 rappresentanti; Piombino con 83votanti 2 rappresentanti.
Il meccanismo adottato, deciso unilateralmente da una parte della Commissione, vanificando il principio stesso della divisione in collegi, ha determinato il seguente fantasioso risultato: Grosseto 4componenti; Siena 6 componenti; Arezzo 7 componenti e Piombino 0 componenti.
Non solo i voti espressi dai lavoratori nei rispettivi cantieri sono stati distribuiti in altri collegi, contribuendo ad eleggere lavoratori sconosciuti e che neppure figuravano nelle liste presentate dalle sigle sindacali territoriali, ma impedendo addirittura ai lavoratori della provincia di Livorno di veder riconosciuto il proprio diritto ad una legittima rappresentanza e determinando nei fatti un collegio senza eletti! Non a caso qualcuno ha parlato di “schede bruciate in piazza come i libri a Berlino nel 1943”.
Non sappiamo quali misteriose logiche abbiano determinato la scelta, ma i risultati parlano chiaro, evidenziando una ferita al corpo elettorale, un atto deliberato e ingiustificato, che colpisce il principale strumento di rappresentanza dei lavoratori.
Senza formulare ipotesi su chi possa aver tratto eventualmente vantaggio da una simile scelta o se essa sia semplicemente il frutto dell'incapacità di comprendere di qualcuno, ci limitiamo a registrare una confusione totale di numeri e voti.
Una grande occasione di democrazia diretta, che, se le regole non saranno ripristinate in fase di conciliazione, rischia di andare perduta o di essere trasformata in una vera e propria lotteria a premi, con assegnazioni a dir poco fantasiose e che non può essere accettata proprio in nome di quel diritto di equità che presiede e informa ogni consultazione elettorale.
Per questo, non solo i componenti della Commissione nominati dalla FIT CISL si sono rifiutati di firmare il verbale, ma la FIT CISL ha ritenuto necessario quanto doveroso appellarsi alla Commissione dei Garanti dell’Ispettorato di Siena al fine di tutelare il diritto ad una giusta rappresentanza delle varie realtà territoriali di SEI Toscana.
Salvaguardare il valore della persona nel proprio ambiente di lavoro, della democrazia diretta e del diritto ad essere rappresentati da coloro che i lavoratori e non altri hanno scelto, sono principi comuni, che uniscono e non dividono, e che pertanto non possono essere derogati o tanto meno - fosse anche per distrazione, ingenuità o ignoranza – in alcun modo violati.