Il cellulare della donna, che per gli inquirenti si trovava nella mani del religioso, si è riacceso ben sei volte dopo la sua scomparsa, per inviare degli Sms. E sarebbero proprio questi messaggi a far ricadere le accuse sul frate congolese, perché scritti in un italiano sgrammaticato e inviati a contatti non presenti nella rubrica di Guerrina ma bensì in quella di padre Graziano.Continuano intanto le ricerche dei consulenti delle parti in causa, indagini a 360 gradi che punteranno la luce in particolar modo sulle linee telefoniche al centro di questo giallo senza fine. A far parte del pool difensivo di padre Graziano il criminologo Denti, il docente di logica processuale Novani e l'esperto di telefonia Dezzani. Per Mirco Alessandini, come già anticipato gli avvocati Francesca Faggiotto e Nicola Detti si sono affidati alla criminologa Bruzzone, che già la prossima settimana con il suo team di esperti forensi sarà a Ca' Raffaello.
Intanto dopo lo slittamento della richiesta degli arresti domiciliari, a causa di problemi tecnici per la notifica dell'atto, si dovrebbe avvicinare il giorno della formalizzazione della richiesta del braccialetto elettronico per Gratin Alabi. La presentazione dell'istanza, come confermato dallo stesso avvocato Zacheo, legale del frate congolese, è prevista per la prossima settimana, una volta notificata a tutte le parti in causa. L'ultima parola poi spetterà al gip Piergiorgio Ponticelli.