Abusivismo. L'allarme di Confersercenti: "giro di affari da 13 milioni di euro"
Ad Arezzo le aree monitorate per effettuare l’indagine di Anva sono state Corso Italia, la zona che gravita intorno all’ospedale San Donato, il mercato settimanale di via Giotto ma il fenomeno si moltiplica in occasione delle importante manifestazioni fieristiche dove puntualmente le fiere sono invase dagli abusivi. “Accade in Fiera Antiquaria – spiega il direttore Mario Checcaglini – alla fiera del Mestolo, ma anche in Valdarno alla fiera del Perdono e in Valtiberina alla fiera di Mezza Quarisema solo per fare alcuni esempi”. Tra le merceologie di prodotti distribuiti dai venditori a spiccare sono gli ombrelli, le cover di cellulari, le borse, le calzature, e oggettistica varia oltre a accessori per pc. Una situazione insostenibile che spinge l’Anva Confesercenti a chiedere maggior attenzione. “Gli ambulanti – dice Checcaglini – hanno bisogno di essere salvaguardati. L’Anva chiede quindi maggiori controlli da parte degli agenti di Polizia Municipale sia in città che nei comuni di tutta la Provincia, ma anche intervento della Guardia di Finanza. Inoltre c’è bisogno di una maggior sensibilizzazione dei consumatori”.
I dati aretini indicano anche la situazione attuale degli ambulanti regolari: “Al 30 settembre – spiega Lucio Gori – in provincia, gli iscritti alla Camera di Commercio, sono 830 di cui 399 stranieri. Tra gli stranieri regolari le principali nazionalità sono di provenienza dal Bangldesch, Cina e Marocco. A livello nazionale gli imprenditori stranieri sono ormai il 51%. A preoccupare però l’Anva è l’ipotesi che diventare ambulante sia la scorciatoia per restare in Italia e ottenere il permesso di soggiorno ed è anche per alzare l’attenzione che oggi abbiamo presentato il dossier in tutta Italia. Ad Arezzo inoltre c’è diffidenza nei confronti del proliferare dei mercatini siano di solidarietà che degli hobbisti. C’è poi il problema del Mercatino delle Pulci. Non possiamo fare finta che non esista. È l’esempio di come una iniziativa nata dal nulla, con l’intenzione di svuotare le cantine e far arrotondare il bilancio delle famiglie, si sia trasformata in una fiera che si pone in concorrenza sleale con gli ambulanti”.