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Noi non siamo dei violenti, quindi non tireremo fuori forconi o trattori, ma ci potremmo caso mai incatenare al Ponte”. Così Gualberto Gualdani, del comitato tutela e valorizzazione dei paesi di Ponte Buriano e Cincelli, si sfoga ai nostri microfoni sull’ipotesi di innanzalmento della diga de “La Penna”. Quest’ultima è infatti contenuta, e sarà presa in considerazione solo “in estrema ratio”, nel piano per la messa in sicurezza dell’Arno firmato a Roma da Regione Toscana, Ministero e comune di Firenze.
"Le quattro casse di espansione possono definirsi come la prima grande fase per la tutela di Firenze, si legge, mitigando notevolmente il rischio; l'innalzamento della diga di Levane è il secondo passaggio; infine l'obiettivo finale sarà raggiunto dalla realizzazione di ulteriori casse sull'asta della Sieve nonché con l'innalzamento della diga de "La Penna" in Valdarno". Il progetto che risale agli anni ’90 era stato in realtà già ampiamente osteggiato, ma non per un puntiglio degli abitanti di Ponte Buriano bensì per fondate ragioni tecniche in seguito alle quali nel febbraio del 1998 venne sottoscritto dall’allora governatore Vannino Chiti un protocollo di intesa tra Regione, Provincia e Autorità di bacino del fiume Arno, che scongiurava l’ipotesi.

“Tale conclusione , si legge in un comunicato stampa firmato da Gualberto
Gualdani, non era solo politica, bensì era scaturita da sei anni di analisi condotte dai docenti universitari e tecnici incaricati da Autorità di bacino e Provincia. Gli interventi concordati per la Penna consistevano nell’adeguamento dello scarico di fondo della diga tramite by-pass da ricavare nel monte e rimozione di milioni di fanghi depositatesi negli anni. I due modelli messi a confronto, l’uno con e l’altro senza innalzamento della diga, creavano una differenza di portata a Firenze di circa 300/400 mc al secondo, ovvero la tolleranza datosi dal sistema. Innalzare ladiga significava anche un notevolissimo risparmio di soldi. Inoltre, prosegue Gualdani, la Regione ha appena stanziato settecentomila euro per il restauro del ponte romanico e la Provincia ha già messo al lavoro i propri tecnici.”