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Il fallimento di Banca Etruria, nonostante i proclami della politica nazionale e locale, sicuramente è una sconfitta per tutto il territorio che perderà certamente, una volta venduta al miglior offerente, uno dei propri principali volani economici. In questa vicenda però quelli che pagano il conto più salato sono tutti quei cittadini che hanno visto azzerati i risparmi di una vita, forse indotti in errore da condotte poco trasparenti da parte della Banca stessa.
A quanti aretini, magari anche anziani, non è capitato di vedersi offrire azioni dell’istituto di via Calamandrei con il sottile gioco psicologico di sostegno alla nostra stessa economia? A quanti ancora sono state fornite granitiche certezze sul buon operato della banca? Qualcuno ha dovuto sottostare al vero e proprio ricatto nel dover acquistare azioni BPEL per ottenere un mutuo, condizioni migliorative sul conto o l’apertura di fido? Gli stessi dipendenti che avevano accettato di veder accreditato il proprio TFR in azioni della banca hanno visto depauperato completamente il loro valore.
Il Comitato Arezzo Possibile si schiera al fianco di tutti loro, piccoli azionisti ed obbligazionisti di Banca Etruria. La loro tragedia ha nomi e cognomi precisi. Un management che ha condotto il principale istituto di credito del territorio verso il fallimento, la politica che, come minimo, si è sempre voltata dall’altro lato, nonostante i chiari segnali di difficoltà, emersi nel corso degli anni, pur di non disturbare qualche lobby cittadina.
Adesso è necessario che chi ha sbagliato paghi, che sul loro operato non scenda un velo di omertà ma che le istituzioni giudiziarie da un lato e quelle politiche dall’altro cerchino di fare chiarezza e giustizia. L’azione penale è già in corso, gli azionisti stanno avviando ulteriori rivalse giudiziarie tramite la promozione di azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori.
Il Comitato Arezzo Possibile auspica un bel segnale da parte del Comune di Arezzo, ovvero che promuova, anche se impedito formalmente, tale azione, la coordini, si schieri al fianco di tanti aretini dando loro sostegno legale. Successivamente, se questo sarà possibile, si costituisca parte civile in un ipotetico grado di giudizio. In definitiva facendo sentire, una volta tanto, i cittadini sostenuti dall’istituzione comunale contro i potentati della città. Ghinelli, se ci sei, batti un colpo.