Nel tribunale fiorentino si è discusso sul ricorso contro l'ordinanza del gip Piergiorgio Ponticelli, che ha negato al frate congolese sia i domiciliari che l'esclusione dalle carte
dell'interrogatorio di fine agosto. La difesa, ancora una volta, ha richiesto gli arresti domiciliari per il religioso in convento, con l'applicazione del braccialetto elettronico. I tre giudici del Riesame di
Firenze si sono riservati, la decisione potrebbe essere resa nota a giorni, forse prima dell'inizio del processo in Assise il 4 dicembre, ma non ci sono termini perentori. In aula anche il pm Marco Dioni che ha invece chiesto il mantenimento della custodia in carcere. Per Gratien Alabi hanno parlato gli avvocati Riziero Angeletti e Francesco Zacheo, secondo i quali non sussisterebbero esigenze tali da negare a padre Graziano i domiciliariIntanto alla vigilia del processo monstre a padre Graziano, accusato dell'omicidio di Guerrina Piscagli e della soppressione o dell'occultamento del suo cadavere, spuntano nuovamente scritte minatorie sui muri delle case di Ca’ Raffaello. Dopo quelle che indicavano la canonica come un ‘Night Club’, adesso sul muro di un'abitazione abbandonata è stata trovata una scritta ancora più aggressiva contro l’avvocato di padre Gratien Alabi, Francesco Zacheo. Il legale si è detto sorpreso ma soprattutto pronto a sporgere denuncia contro ignoti.