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Sono trascorse quasi due settimana dall’ok del Riesame per la custodia cautelare ai domiciliari, ma ancora per padre Graziano non si sono aperte le porte del carcere aretino di San Benedetto. La parola adesso passa alla Corte d’Assise che domani dovrà decidere se concedere al religioso, accusato dell’omicidio di Guerino Piscaglia, della soppressione o dell’occultamento del suo cadavere, gli arresti domiciliari anche senza braccialetto elettronico. In caso di parere favorevole quindi il frate potrebbe essere trasferito nel convento romano dell’ordine premostratense già domani.
Il tribunale del Rieame ha infatti accolto la richiesta avanzata della difesa di padre Graziano degli arresti domiciliari, subordinandoli alla disponibilità del dispositivo elettronico per monitorare i movimenti del frate. Ma il braccialetto non sarebbe ancora disponibile e così per il religioso si protrae l’attesa in carcere.
I legali di padre Graziano hanno presentato un’istanza alla Corte d’Assise, per modificare l’ordinanza e domani si celebrerà un’udienza urgente presieduta dal giudice Silverio Tafuro, nella quale sarà deciso se Gratien potrà trasferirsi a Roma per i domiciliari anche senza braccialetto, ma con altre forme di controllo.
Gli avvocati del frate, Francesco Zacheo e Riziero Angeletti, inoltre al fine di per velocizzare la scarcerazione del religioso ed il reperimento un braccialetto elettronico, hanno scritto una mail al vice ministro Bubbico ed al il sottosegretario Manzione.
La prossima tappa di questa intensa settimana è fissata per venerdì 18 dicembre, giornata in cui si celebrerà la prima udienza del processo al religioso. Venerdì prenderà quindi il via il processo che vedrà anche la costituzione delle parti civili, l’ammissione dei testimoni e l’ammissione delle prove.