lo dice al Giornale Radio Rai il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, riferendosi alla vicenda di Banca Etruria. Il Csm ha convocato il procuratore di Arezzo Roberto Rossi. “E’ un tema antico quello dei magistrati fuori ruolo e del rapporto tra fuori ruolo e gli incarichi extragiudiziari e poi la terzietà – spiega Legnini – In questo caso verificheremo se c’è stato o meno un problema. Ciò che è chiaro è che quando il procuratore Rossi ottenne l’incarico e quando ha ottenuto l’autorizzazione del Csm non c’erano ragioni che potessero neanche astrattamente far ipotizzare incompatibilità”. In seguito “poi si è posto un tema ed è questo tema che noi cercheremo di affrontare con serenità e obiettività”. Secondo Legnini, riferisce un comunicato del Giornale Radio, “deve cambiare qualcosa e noi abbiamo già cambiato le regole, in senso restrittivo. Abbiamo di recente riformato le regole che sovrintendono l’autorizzazione del Csm agli incarichi extragiudiziari, se si vuole andare oltre bisogna che intervenga lo strumento legislativo”. Si tratta di un cambiamento “che abbiamo già detto in via ufficiale”. La direzione sarà “una riduzione con regole più restrittive che abbiamo emanato”. “È una valutazione che non condivido: quell’incarico era legittimo quando è stato affidato. Solo di recente, con l’avvio dell’attività di indagine e con il decreto del Governo, per Rossi poteva porsi il problema di un’eventuale incompatibilità. Ed è tutto da verificare se quell’incompatibilità ci fosse o meno. Faremo una valutazione serena e approfondita”. Lo ha detto il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, interpellato su possibili interferenze della politica nel caso di Roberto Rossi e sulla possibile incompatibilità tra il suo ruolo di magistrato che indaga sul crack di banca Etruria e quello che ottenne anni addietro come consulente del governo per questioni giuridiche (ANSA).Sembra già al capolinea il filone di indagine in procura sul presunto conflitto di interesse per i quali risultano indagati l'ex presidente di Banca Etruria Rosi e l'ex consigliere di amministrazione Luciano Nataloni. Procura al lavoro anche sul filone della truffa: vengono vagliate le modalità di vendita dei titoli agli ex obbligazioni cercando poi di ricostruire le responsabilità scalando la piramide dirigenziale della banca. Gli esposti invece riguardanti Bankitalia e la Consob sono stati inviati a Roma per competenza territoriale.
È stata fissata per lunedì 28 dicembre alle 12 l’audizione da parte della prima commissione del Csm del procuratore di Arezzo Roberto Rossi. L’audizione riguarda la verifica di eventuali profili di incompatibilità tra il suo incarico di consulente del governo per il Dipartimento affari giuridici e legislativi e il fatto che coordina l’inchiesta su Banca Etruria. “Cambiare le regole sui doppi incarichi. Così non va”: lo dice al Giornale Radio Rai il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, riferendosi alla vicenda di Banca Etruria. Il Csm ha convocato il procuratore di Arezzo Roberto Rossi. “E’ un tema antico quello dei magistrati fuori ruolo e del rapporto tra fuori ruolo e gli incarichi extragiudiziari e poi la terzietà – spiega Legnini – In questo caso verificheremo se c’è stato o meno un problema. Ciò che è chiaro è che quando il procuratore Rossi ottenne l’incarico e quando ha ottenuto l’autorizzazione del Csm non c’erano ragioni che potessero neanche astrattamente far ipotizzare incompatibilità”.