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Possibili irregolarità nelle deleghe per la partecipazione all'assemblea dei soci della vecchia Banca Etruria. L'associazione vittime del salva banche ha ricevuto testimonianza definite "inquietanti" sulla gestione dell'istituto aretino. "Da nostre fonti -  si legge in una nota dell'associazione - emergerebbero infatti probabili irregolarità nella gestione delle deleghe relative alle assemblee dei soci. Nella fattispecie rispetto il rilascio di deleghe per la partecipazione all’assemblea ordinaria dei soci del 4 maggio 2014 che aveva come arLetizia Giorgianni 300x291gomenti anche l’approvazione del Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2013.  
Sono giunte alla nostra attenzione cedolini di deleghe con elenco di nominativi prestampati che presentano elementi poco chiari. La nostra Associazione è come sempre a disposizione dell'autorità giudiziaria e collaborerà per far emergere verità e giustizia".

Nel frattempo, secondo quanto riporta l'Ansa, sono due le memorie difensive depositate alla sezione fallimentare del tribunale di Arezzo che lunedì 8 febbraio dovrà decidere sull’istanza del commissario liquidatore di Banca Etruria, Giuseppe Santoni, che ha chiesto la dichiarazione dello stato di insolvenza per la banca. Secondo quanto si è appreso le memorie arrivate, dovevano essere depositate entro lunedì scorso, sono solo due: quella di Santoni e quella dell’ultimo presidente dell’istituto di via Calamandrei, Lorenzo Rosi.
Lunedì ad aprire l’udienza sarà il giudice relatore Antonio Picardi. Subito dopo dovrebbe essere il commissario liquidatore a presentare la sua relazione, seguito da quella dei legali di Rosi, gli avvocati Michele De Sario e Antonio Giunta. Secondo quanto si apprende questi ultimi, subito dopo l’apertura dell’udienza, presenteranno un’eccezione sulla costituzionalità del bail-in, chiedendo che sia la Corte Costituzionale a prendere una decisione. I giudici aretini si ritireranno in camera di consiglio. Se l’eccezione sarà respinta l’udienza andrà avanti e il tribunale potrebbe decidere di ascoltare il rappresentante della Banca d’Italia che come previsto dall’art. 82 del Tub, il Testo unico bancario, deve esprimere un parere sullo stato d’insolvenza, e subito dopo Antonio Pironi e Riccardo Sora, i commissari che avevano guidato la banca gli ultimi mesi, prima dell’arrivo di Santoni. Qualora invece i giudici decidessero di inviare tutto alla Corte Costituzionale, l’udienza terminerebbe subito. Bankitalia non avendo depositato una memoria quasi certamente invierà ad Arezzo uno dei suoi legali con il compito di rispondere alle eventuali richieste di spiegazione dei giudici.