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Questo dunque il risultato dell'attesa udienza presso il Tribunale di Arezzo, sezione fallimentare, della prima udienza sull'eventuale stato di insolvenza della vecchia Banca Etruria.
La corte, dopo un'ora e mezzo circa di confronto in udienza, si è riservata di esprimersi sia sul merito, quindi sullo stato di insolvenza, che sulla eventuale incostituzionalità del decreto che lo scorso 22 novembre è stato emanato per Banca Etruria, CariChieti, Cassa di risparmio di Ferrara e Banca Marche.

A chiedere lo stato di insolvenza è stato il Pm Roberto Rossi.
L
'udienza si è tenuta di fronte alla presidente del Tribunale di Arezzo Clelia Galantino, la corte è composta anche dal giudice relatore Antonio Picardi con a fianco Paolo Masetti.

Tra i convocati Lorenzo Rosi, ex presidente di Banca Etruria, che si è fatto rappresentare dall'avvocato Michele Desario. E' stato lui a presentare una memoria chiedendo l'incostituzionalità del decreto.
Presenti Riccardo Sora e Atonio Pironti, i due commissari di Bankitalia che hanno guidato l'istituto nel periodo del commissariamento. Il commissario liquidatore Giuseppe Santoni, che di fatto aveva presentato la dichiarazione di insolvenza il 28 dicembre, era presente e ha portato all'attenzione della corte tutti i numeri della vecchia Banca Etruria contenuti nella sua memoria. 

Non è stata invece ammessa la memoria presentata qualche settimana fa da Vincenzo Lacroce, associazione "Amici di Banca Etruria", che conteneva anch'essa i numeri dell'ultimo bilancio della banca. 

Durante l'udienza si è svolta una protesta fuori dalla procura aretina con una cinquantina di risparmiatori che hanno ancora un volta sottolineato che semplicemente rivogliono indietro i loro soldi.