Legge anti-contraffazione, il sì della Camera. Marco Donati (Pd) tra i promotori
Queste informazioni saranno collegate a un codice identificativo non replicabile (ottimizzato per il sistema mobile e le sue future evoluzioni e per le applicazioni per smartphone e tablet e i loro futuri sviluppi tecnologici), che conterrà riferimenti, riscontrabili anche per via telematica, ai dati del produttore, dell’ente certificatore della filiera del prodotto, dei distributori che forniscono il sistema di codici identificativi, nonché l’enumerazione di ogni fase di lavorazione: «Etichettatura e tracciabilità, solo così riusciremo a contrastare i fenomeni della contraffazione e delle frodi alimentari. Dopo questa prima lettura alla Camera, quindi, mi auguro che il Senato possa fare altrettanto», sottolinea Donati.
L’intervento legislativo è nato da due constatazioni: la crescita del fenomeno della contraffazione e le nuove possibilità offerte dalla tecnologia. Tutte le analisi, le ricerche e le statistiche relative al problema della contraffazione e dell’usurpazione dei marchi forniscono dati sempre più allarmanti: si parla di perdita di vendite in Italia dovuta alla contraffazione di prodotti per circa 5 miliardi, con una sottrazione di almeno 100.000 posti di lavoro.Per questo motivo è stato promossa, attraverso un intervento economico, l’introduzione di sistemi di tracciabilità per le piccole e medie imprese, che più di tutti necessitano di sostegno per l’innovazione digitale legata ai nuovi metodi di etichettatura. Il sostegno è stato esteso anche alle imprese agricole, alla pesca, ai distretti produttivi, ad altre forme aggregative d’impresa quali i consorzi, ai raggruppamenti temporanei d’impresa, ai contratti di rete e alle start-up.
«Il provvedimento vuole essere di stimolo all’informazione consapevole perché sempre più aziende introducano una totale trasparenza nella loro filiera produttiva – ribadisce il deputato del Pd, Marco Donati –. La tracciabilità può inoltre essere garanzia dell’opera, dell’ingegno, della qualità e della capacità del nostro Paese nel mondo, poiché i sistemi di verifica sono accessibili da tutti e in tutte le parti del globo. Siamo certi che, anche con una semplice e diretta metodologia, si possano realmente tutelare le nostre merci e le nostre filiere di qualità, grazie alla compartecipazione del cliente finale».
Questa legge è il primo tentativo nella presente legislatura di normare un sistema di anticontraffazione volontario, il quale, una volta diffuso, avrà effetti importanti per i cittadini e per le imprese, proteggendo così il Made in Italy, in generale, e il Made in Tuscany in particolare.