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Il vino aretino sbanca il Vinitaly: l’Azienda Coldiretti “Tenute di San Fabiano” ha ricevuto il prestigioso premio Enologico Vinitaly 5 Star Wines con 91 punti, assegnato da un panel di esperti del vino di altissimo valore internazionale al Poggio Uliveto 2013 nel corso dalla 50esima edizione di Vinitaly di Verona, la grande fiera dedicata alle eccellenze enologiche italiane.

“Questo dimostra ancora una volta come nel nostro territorio - ha spiegato Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo – vi è la grande volontà di investire in questo settore, che rappresenta per Arezzo un vero fiore all’occhiello, basti vedere le oltre 100 aziende aretine che hanno preso parte alla Fiera internazionale sfruttando a pieno l’opportunità di far conoscere il nostro territorio attraverso questa prestigiosa vetrina”.

VINITALYDai dati della Camera di Commercio aretina appare evidente come il settore enologico negli ultimi anni abbia registrato importanti incrementi dal punto di vista dell’export. Soltanto nel 2015 l’indotto creato dalla vendita estera dei nostri vini è pari a 81 milioni di euro, partendo da una superficie vitata complessiva di circa 6.200 ettari, di cui 15% di vino comune da tavola, il 25% IGT e il restante 60% denominazione d’origine, per un quantitativo totale di oltre 200mila ettolitri di vino all’anno. Nel 2015 il valore del vino aretino esportato è stato di circa 81 milioni di euro, con una crescita del 4,7% rispetto al 2014. I paesi più importanti per il nostro export sono Germania, Paesi Bassi, Francia, USA e Regno Unito.

Secondo Marcelli, quindi è “proprio il futuro dell’agricoltura italiana ed europea a dipendere dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività territoriali che sono state la chiave del successo nel settore del vino dove hanno trovato forse la massima esaltazione. La produzione vinicola aretine – commenta il Presidente – sta dimostrando quindi, soprattutto con i numeri riferiti alla produzione e all’export, di essere un settore rilevante per la nostra economia con evidenti e positive funzioni di tutela del territorio”.

Ma questo successo ha anche delle conseguenze, legate alla voglia di sfruttarlo da parte di gruppi senza scrupoli. Le frodi e la vinopirateria - sottolinea la Coldiretti - sono la principale minaccia al successo dei vini italiani che nel 2015 hanno raggiunto un fatturato record di 9,7 miliardi (+3%) realizzato soprattutto grazie all’export che è stato di 5,4 miliardi (+5%). Da tutelare c’è un settore che - precisa la Coldiretti - offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone e che negli ultimi 50 anni a messo a segno una crescita impetuosa con le esportazioni che sono aumentate di quasi otto volte in (+687%) nonostante la produzione sia calata del 30% a 47,4 milioni di ettolitri, con una bottiglia prodotta su tre che è a denominazione di origine, tanto che l’Italia che ha conquistato il primato in Europa per numero di vini con indicazione geografica (73 Docg, 332 Doc e 118 Igt).

“Noi siamo in campo per denunciare questi nuovi e incredibili casi di contraffazioni e imitazioni dei nostri vini più prestigiosi – conclude Marcelli - che coinvolgono in pieno anche i nostri territori con mistificazioni a livello internazionale, visto che stato scoperto perfino un Chianti Made in Usa e occorre agire anche a livello internazionale di fronte ai numerosi tentativi di banalizzazione delle produzioni nazionali che oltre al danno economico colpiscono l’immagine del Made in Italy tra i consumatori emergenti dove non si è ancora affermata la cultura del vino”.