Rapina al Mani's Slot di Campo Marte. Arrestati due siciliani
Per risalire agli autori materiali della rapina, gli agenti hanno visionato e confrontato più elementi che sono stati confermati grazie alle numerose immagini a circiuto chiuso delle telecamere di video sorveglianza presenti sia nella galleria Valtiberna che all'interno del locale stesso, tra l'altro di ottima qualità, che hanno mostrato chiaramente i lineamenti del malvivente, sia intorno alle 17:00 quando compii il sopralluogo, sia quando dopo una giocata entrò in azione a volto scoperto.
Le telecamere esterne invece hanno mostrato agli agenti il volto di chi lo accompagnava, un uomo sempre siciliano, ma che stabilmente viveva ad Arezzo e che con tutta probabilità aveva studiato i dettagli della rapina prima di far intervenire il compaesano da Catania.
Proprio il palo è stato il primo ad essere arrestato in centro ad Arezzo, grazie al fatto che si è ricordato di lui proprio il titolare. Aveva infatti provato ad entrare nel locale intorno alle 17:00 "ma aveva un volto brutto, l'ho allontanato". Come fosse un presentimento, il titolare aveva percepito in lui un soggetto pericoloso e lo aveva cacciato dalla sala slot, come cliente non gradito, impedendogli di compiere quindi il sopralluogo insieme al compare.
Alle 19:00 poi la rapina, durante la quale, la vittima fu strattonata e minacciata di consegnare tutto il bottino che il malvivente pensava fosse contenuto in una fantomatica cassetta verde. Parte della rapina si consumò al piano superiore dove ci sono gli uffici, dove erano custoditi più della metà dei soldi, qualche altro migliaio di euro se li fece consegnare da dietro al bancone nei pressi dell'ingresso a piano terra.
Incrociati tutti gli elementi, due giorni fa, grazie alla collaborazione con i colleghi catanesi e enonostante il cambio di domicilio avenuto dopo la rapina, è stato arrestato anche il rapinatore che si trova in carcere a Catania.