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In merito ai ricorsi presentati da due clienti di Nuove Acque per riottenere il ripristino del servizio idrico dopo il provvedimento di interruzione applicato dal gestore in seguito ai casi di reiterata morosità di quota delle fatture, la società rende noto che due diversi giudici del Tribunale di Arezzo, in data 13 aprile 2016 e 21 aprile 2016, hanno respinto i suddetti ricorsi ritenendoli infondati.
Nel merito, i giudici hanno ritenuto la non sussistenza dei presupposti che possano giustificare l’immediato ripristino della fornitura di acqua ai due ricorrenti, riconoscendo la legittimità dell’operato di Nuove Acque nella gestione delle morosità secondo la normativa vigente. Per un caso specifico, inoltre, il Tribunale ha deciso che incontestabilmente Nuove Acque non stia "in alcun modo pretendendo una tariffa identica a quella antecedente al referendum abrogativo” ma "una tariffa che è del tutto conforme alla normativa secondaria di settore”, ritenendo condivisibile come giurisprudenza di merito la sentenza del TAR Lombardia (779 e 780, 26 marzo 2014) che ha riconosciuto che le attuali tariffe del servizio idrico integrato sono legittime, coerenti con l’assetto normativo vigente e rispettose dell’esito del referendum del 2011.
Nuove Acque vede così riconosciuta la legittimità del proprio operato, riguardo cui non ha mai dubitato in quanto assolutamente conforme alle direttive dell’Autorità Idrica Toscana, alle quali il gestore da sempre si attiene e sempre si atterrà anche in futuro. La società auspica che possa terminare la campagna di auto-riduzione dei cosiddetti “obbedienti” e porre così fine a una situazione irrispettosa della stragrande maggioranza dei clienti che pagano puntualmente il servizio erogato.