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E' ripreso questa mattina in Corte d'Assise ad Arezzo il processo a carico di padre Gratien Alabi, accusato di aver ucciso e poi occultato il cadavere di Guerrina Piscaglia.
Il "colpo di scena" di stamani è l'arrivo ad Arezzo di Padre Silvano, vice parroco di Cà Raffaello appartenente allo stesso ordine premostratense di padre Graziano e che è arrivato dalla Francia per testimoniare. La sua presenza era in forse fino alle ultime ore ed invece si è presentato al tribunale di Arezzo di prima mattina, poco prima dell'inizio dell'udienza che era fissato per le 9:00. 
Sotto la lente i tabulati telefonici del cellulare di Guerrina Piscaglia. Oggi è il turno del contro esame da parte della difesa del frate congolese. Gratien ad inizio udienza ha rilasciato una dichiarazione spontanea nella quale afferma sostanzialmente di non aver mai dato il suo consenso al consultazione della rubrica del suo cellulare da parte dei carabinieri. 
La Corte d'Assise potrebbe anche decidere sull'istanza presentata dalla difesa del religioso, che ha richiesto la libertà per padre Graziano. Il frate si trova dallo scorso febbraio agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico nel convento di Roma dell'ordine Premostratense.
Intanto sono ancora attese le motivazioni della Cassazione, che ha accolto il ricorso del pm Marco Dioni contro i domiciliari concessi al frate. Le carte adesso passeranno quindi del Riesame che dovrà pronunciarsi nuovamente e decidere dunque se nel futuro del frate ci sarà il carcere o la permanenza romana.