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Padre Graziano resterà agli arresti domiciliari nel convento romano dell'ordine premostratense. La Corte di Assise di Arezzo ha infatti rigettato la richiesta di scarcerazione presentata dai legali del frate congolese, accusato dell'omicidio di Guerrina Piscaglia, della distruzione o dell'occultamento del suo cadavere. Gli avvocati del religioso avevano richiesto la libertà per il loro assistito, sostenendo che il religioso è "innocuo" e proprio per questo "merita fiducia". Ma per la Corte d'Assise sussistono ancora le esigenze cautelari.
Intanto dovrà pronunciarsi nuovamente il tribunale del Riesame di Firenze. Dopo che la Cassazione ha bocciato il provvedimento dei domiciliari, accogliendo il ricorso del pm Marco Dioni, la parola passerò ai giudici fiorentini, che dovranno decidere se nel futuro del frate congolese ci sarà nuovamente il carcere o la permanenza romana.