L'Orchestra della Toscana ad Arezzo con il suo direttore onorario: Thomas Dausgaard
Descritto dal The Daily Telegraph come "un direttore di raro convincimento e introspezione”, è noto per il suo approccio fresco ad un repertorio molto vasto, per la sua nutrita discografia e per gli ottimi risultati che ha raggiunto come direttore principale della Danish National Symphony Orchestra e dell'Orchestra da Camera Svedese. Oggi è direttore ospite a Seattle e direttore principale alla BBC Sympony Orchestra.
Sempre curioso di apprendere, ha visitato nel Borneo alcune tribù di antichi cacciatori di teste, è stato contadino volontario in Cina, ha studiato con un ceramista in Giappone, ed ha appreso l'arte degli aborigeni in Australia.
Il suo ritorno sul palcoscenico dell'Orchestra della Toscana lo vede assoluto protagonista, con due sinfonie in programma.
La Seconda di Brahms, scritta nell'estate 1877 e suonata per la prima volta dai Wiener Philharmoniker, pare quasi immersa nell'erba verde, in un caldo lirismo pastorale non immune però da ombrosità. Del resto il compositore la considerava la sua opera più triste, così malinconica che "la partitura deve uscire listata a lutto".
Rendering è invece il nome che prende il completamento della frammentaria Decima di Schubert (risalente alle ultime settimane di vita del trentunenne compositore, nel 1828) compiuto da Luciano Berio tra il 1989 e il 1990. Un restauro vero e proprio per cui Berio seguì i moderni criteri in uso per le opere d'arte figurativa, ossia non celare con ridipinture i danni del tempo e i vuoti creatisi nella composizione. Perciò, nei momenti in cui gli schizzi schubertiani risultano lacunosi, a giuntura delle sezioni musicali Berio inserisce il proprio cemento caratterizzato dal suono fantasmatico della celesta.