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Io sono come il grano, quando trovo la terra buona cresco subito. Ovunque ho amici, questa è la mia vita”. Padre Graziano continua a parlare in tv e si paragona ad un germe di grano, che nel terreno fertile cresce rapidamente e prosperoso. Il frate congolese, imputato di omicidio volontario, occultamento o soppressione di cadavere, ai microfoni della trasmissione La Vita in Diretta, torna a parlare ancora una volta del caso Guerrina. “Non ero innamorato di lei, dice riferendosi alla casalinga scomparsa, per me era la moglie dell'uomo che mi aiutava e poi diventato anche un amico” e poi aggiunge “aveva bisogno di aiuto Guerrina”.
Appare come sempre sereno padre Graziano che si dice “fiduciosissimo” , aggiungendo “se avessi avuto paura, me ne sarei andato, non avevo il divieto d'espatrio”.
Il frate congolese lancia un messaggio alla casalinga di Ca' Raffaello, che secondo lui è ancora viva. “Io prego che Dio la possa aiutare a prendere coscienza, perché non deve fare soffrire qualcuno per niente”. Poi torna a parlare di quel piccolo paesino dell'alta Valmarecchia che qualche anno fa lo ha accolto, “mi manca Ca' Raffaello, avevo fatto molte amicizie”. “Alcuni paesani sono venuti anche a sostenermi nel corso del processo, non sono quello che pensate voi”.
Intanto è stata fissata per il 23 maggio l'udienza del tribunale del Riesame di Firenze, dopo che la Cassazione ha bocciato il provvedimento degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Saranno quindi i giudici fiorentini a decidere se il religioso tornerà in carcere o potrà rimanere nel convento romano, dove si trova attualmente.