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Il Corpo forestale dello Stato di Arezzo ha sequestrato nel comune di Sansepolcro due ettari di coltivazioni di grano ed orzo che ricoprivano una discarica di rifiuti, stratificati andantemente appena un metro sotto il piano di campagna, per una profondità pressoché costante di un paio di metri. L’area è adiacente al Torrente Afra, ultimo affluente del Tevere in provincia di Arezzo. ARPAT ha effettuato i campionamenti per analizzare i rifiuti ed il loro effetto sulle matrici ambientali. Ulteriori analisi saranno svolte all’epoca di maturazione dei cereali per verificarne eventuali livelli di contaminazione.

“Quanto è stato accertato rappresenta un caso anomalo per il nostro territorio, per estensione e volumi dei rifiuti scaricati illegalmente - spiegano dal comando di Arezzo. Non si tratta di un abbandono sporadico, ma di una vera e propria attività di discarica di fanghi che riteniamo possano essere riferiti con sufficiente margine di probabilità a lavorazioni industriali che hanno interessato la zona. Se è inqualificabile il comportamento di chi ha smaltito questi rifiuti speciali in moto del tutto irresponsabile, è però ancora più sconcertante che l’area sia stata coltivata ininterrottamente per anni, dopo aver ricoperto la discarica con un minimo strato di terra, senza il minimo scrupolo. Non si hanno ancora elementi per qualificare il grado di contaminazione del suolo ed eventualmente delle acque. La discarica infatti è prossima al Torrente Afra ed interessa un piano alluvionale in cui la falda è piuttosto superficiale. Le nostre indagini proseguono per accertare, oltre ai fatti specifici, anche se si tratti di un caso isolato, per quanto già assai grave, ma almeno circoscritto a questo solo sito. Facciamo appello alla coscienza delle persone, residenti e coltivatori, per segnalare, anche in forma confidenziale, se vi siano conoscenze di eventuali altre situazioni del genere che possano aver interessato il comprensorio. Illegalità che provocano inquinamenti dell’ambiente e obbiettivi rischi per la salute delle persone, non devono restare nascoste dall’omertà.”