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La gestione sostenibile dei boschi cedui nel sud Europa è il tema che è stato al centro del convegno che si è tenuto nei giorni scorsi ad Arezzo presso il CREA– Centro di ricerca per la selvicoltura. I boschi cedui coprono oltre 23 milioni di ettari nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e circa 3.7 milioni di ettari in Italia, pari a circa il 42% della superficie forestale del Paese. Oltre alla legna da ardere e alle biomasse, producono funghi, tartufi, assorbono carbonio e contribuiscono alla protezione idrogeologica del territorio. Una realtà importante sotto il profilo ambientale ma anche economico-sociale, specialmente per le aree rurali e montane, come testimoniano i numeri che vedono l’Italia primo importatore mondiale di legna da ardere e quarto di cippato. A fronte di una produzione interna annua pari a circa 6 milioni di tonnellate, il fabbisogno complessivo è stimato in 20 milioni di tonnellate. Proprio sul tema della gestione sostenibile dei boschi cedui si incentra il progetto LIFE FutureForCoppiceS che è stato presentato nel corso del convegno. Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea, è coordinato dal CREA-Centro di ricerca per la selvicoltura di Arezzo con la partecipazione di Università di Firenze e Sassari, Fondazione Edmund Mach, Ente Foreste della Sardegna e Ente Terre Regionali Toscane. Nel corso del convegno, che ha visto la partecipazione di oltre cento esperti, liberi professionisti, tecnici dei servizi forestali provenienti da varie regioni, è emersa la necessità di sviluppare una gestione più razionale della risorsa ceduo, basata su approcci innovativi e secondo principi e criteri di sostenibilità, e soprattutto che contribuisca a ridurre le importazioni e ad animare le economie locali, assicurando la continuità di attività fortemente radicate nelle aree rurali e montane. Su questi temi un contributo importante sarà assicurato dal progetto LIFE FutureForCoppiceS.