E dall’analisi di Confesercenti è emerso che l’aumento è del 20% e ancora di più se i consumi sono particolarmente significativi, come ad esempio nella ristorazione e nei bar. “Difatti, un’attività economica che ha un consumo medio di 500 metri cubi – puntualizza Checcaglini – nel 2015 spendeva 2.267 circa. Adesso con le nuove tariffe spenderà per la stessa quantità di acqua consumata ben 2.720 euro . Un aumento di 453 euro. Una ulteriore spesa che pesa sui bilanci delle imprese. E gli aumenti considerevoli non risparmiano neppure le famiglie oltre che le aziende. Il dispiacere è che la scelta è passata inosservata e che non è stata comunicata alle associazioni confrontandosi con il territorio e le esigenze degli utenti”.Per Checcaglini: “è inspiegabile e ingiustificabile che i sindaci del territorio aretino che sono all’interno dell’Autorità Idrica Toscana abbiano approvato l’aumento delle tariffe senza sentire l’esigenza di comunicarlo ai cittadini e alle associazioni”. “Non è possibile – ribatte il direttore di Confesercenti – che un bene primario come l’acqua aumenti, in questo periodo di difficoltà economica, del 20%. Ai sindaci che siedono in Ait, dico che ci vuole trasparenza e condivisione con il territorio. È poi naturale che Nuove Acque applichi le tariffe se vengono approvati gli aumenti senza se e senza ma. Su questi aspetti si deve vigilare a monte e occorre informazione con la cittadinanza”.