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Con 169 voti favorevoli e 70 contrari, il Senato ha votato la fiducia al governo sul decreto che riduce i tempi di recupero dei crediti e indennizza i risparmiatori colpiti dal salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti.  Ora il provvedimento passa alla Camera per la seconda e probabilmente ultima lettura.  Il decreto estende alle imprese la disciplina del 'patto marciano': nel contratto di finanziamento le parti possono prevedere che, in caso di inadempienza, la banca possa acquisire il bene dato a garanzia del credito senza passare per le aste giudiziarie.
Viene poi introdotto in Italia il pegno non possessorio, in base al quale la garanzia sul credito può essere estesa ad altri beni rispetto a quelli originariamente individuati. Il debitore può continuare ad utilizzare i beni in pegno, che devono essere iscritti in un apposito registro informatizzato.
La seconda parte del decreto regola gli indennizzi (fino all'80% di quanto investito) ad oltre metà dei circa 10.000 risparmiatori colpiti dalla procedura di risoluzione dello scorso anno, che ha portato all'azzeramento di obbligazioni strutturate per 768 milioni. Perché vi siano i rimborsi occorre che sussista una di queste due condizioni: reddito inferiore a 35.000 euro o un patrimonio mobiliare inferiore a 100.000 euro.
Il Senato ha ampliato nel complesso la platea dei beneficiari sancendo che il reddito da prendere in considerazione non è il lordo ma quello complessivo, nel quale rientrano tutti i redditi, come ad esempio i redditi finanziari o il Trattamento di fine rapporto. Prima erano esclusi coloro che percepivano redditi non soggetti a Irpef.
Un altro emendamento assume come anno di riferimento il reddito 2014 anziché 2015. La domanda di indennizzo va presentata entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, ed esclude il ricorso alla procedura arbitrale (REUTERS).

Soddisfatta la senatrice Donella Mattesini che spiega: “Il decreto del Governo è importante perché contiene le misure per un doveroso ristoro verso le famiglie e le imprese truffate. Le modifiche che abbiamo presentato in Senato sono un ulteriore miglioramento perché ampliano la platea dei soggetti che saranno ristorati e facilitano l’accesso al fondo. Oggi lo scenario è molto diverso da quello del dicembre scorso.”

donella mattesiniLa senatrice democratica spiega anche i dettagli delle misure approvate: “Innanzitutto si chiarisce che i due criteri già previsti per accedere all'indennizzo automatico - ovvero un reddito Irpef inferiore a 35.000 euro e un patrimonio entro i 100.000 – saranno indipendenti tra loro. Ma ci sono altri elementi di novità assolutamente positivi. Il primo è che per la definizione del reddito sarà preso in considerazione il reddito complessivo e non quello lordo, ampliando ulteriormente la platea. Si farà riferimento alla dichiarazione dei redditi 2014 e non a quella 2015 come inizialmente previsto, semplificando il processo per molte categorie quali gli imprenditori individuali e gli agricoltori.”

“Inoltre - continua Mattesini - abbiamo portato da quattro a sei mesi il tempo utile per presentare la documentazione per l’accesso al fondo e i risparmiatori potranno richiederla alle stesse banche che saranno tenute a fornirla entro 15 giorni dalla richiesta. Il decreto del Governo con le procedure e le regole per l’arbitrato sarà emanato entro il 30 giugno, in questo modo i risparmiatori avranno chiarezza nelle regole e potranno scegliere in piena consapevolezza se aderire all’automatismo oppure chiedere all’arbitrato. Avevamo l’obbligo di stare dentro alcuni paletti fissati dall’Ue - come ad esempio la soglia dell’80% per il rimborso diretto e senza arbitrato - ma dentro questi vincoli abbiamo agito con concretezza per rendere più facile e accessibile l’utilizzo del fondo.”

“Con la conversione del decreto si arriva ad un risultato importante ottenuto grazie al lavoro pressante che il Governo ha fatto nei confronti dell’Unione Europea, superando alcune resistenze rispetto alla giustezza dei risarcimenti – conclude Mattesini - Il percorso parlamentare ha ulteriormente migliorato il testo del decreto ed è il frutto di un lavoro che abbiamo fatto assieme a tutti gli altri parlamentari eletti nei territori maggiormente coinvolti dal crack delle quattro banche a partire dall’On. Marco Donati.”