Agricoltura aretina in ginocchio, l'allarme di Coldiretti: "al maltempo si aggiunge il crollo dei prezzi"
E’ si, oltre al danno la beffa: sullo scaffale del mercato, per i consumatori, i prezzi alimentari sono in lieve aumento, dello 0,2% “ma nelle campagne è deflazione - sottolinea ancora Rossi – con la situazione che è precipitata per raccolti e per gli allevamenti con i compensi agli imprenditori agricoli che non coprono più neanche i costi”.
A questi si aggiunge, spiega ancora Rossi “l’impunita serie di scorrerie degli ungulati, cinghiali in testa, che sta massacrando quel poco che resta sui campi, e contro la quale Coldiretti Arezzo è pronta a dare battaglia a tutti i livelli a salvaguardia del lavoro dei nostri agricoltori”.
Tornando alla questione prezzi, occorre dire che, in controtendenza con l’andamento generale, i prezzi alimentari aumentano appunto dello 0,2% e spingono il carrello della spesa, ma i prezzi sono crollati all’origine, nelle campagne: si va dal -18% per il prezzo del grano duro al -24% per cento per il latte in stalla. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti in occasione dei dati Istat sull’inflazione a maggio, sulla base dei dati Ismea dello stesso mese.
“Oggi gli agricoltori – spiega allora il presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo, Tulio Marcelli - devono vendere quindici chili di grano per comprarsene uno di pane, tutto a seguito di una serie di eventi davvero negativi e preoccupanti. Per la nostra agricoltura è un altro duro colpo da sopportare che insieme alle condizioni climatiche avverse di questi ultimi giorni con forti e ripetuti temporali stanno provocando danni irreparabili alle coltivazioni e stanno mettendo a rischio il lavoro di un intero anno con effetti economici ed occupazionali”.
“Proprio per questo andamento schizofrenico abbiamo avuto infatti – prosegue Marcelli – un anticipo dei calendari di maturazione dei prodotti con un complicato accavallamento dei raccolti, vedi varietà tardive diventate precoci e quindi un eccesso di offerta prima e crollo della disponibilità poi con conseguenze negative sui prezzi e sulla programmazione”. “La preoccupazione resta alta - continua il Presidente – non solo per il maltempo degli ultimi giorni e per la primavera “anomala” che stanno causando danni all’ortofrutta ma anche creando timori per l’imminente raccolta dei cereali”.
Sono – conclude Marcelli - solo alcuni degli effetti dell’andamento climatico anomalo sulle coltivazioni che subiscono anche la pressione delle distorsioni di filiera e del flusso delle importazioni che fanno concorrenza sleale. Ma a pesare sono anche gli effetti dell’embargo russo che ha azzerato completamente le esportazioni di ortofrutta, formaggi, carni e salumi Made in Italy, ma ha anche provocato una devastante turbativa sui mercati agricoli europei che ha messo in crisi decine di migliaia di aziende agricole."