Angelo Rossi: “in quest'aula ci sono tre opere d'arte con il simbolo della crocifissione. Opere d'arte di grande pregio. Cerchiamo di capire i termini di 'istituzione' e 'laicità'. Con la prima si intende qualcosa che garantisce la convivenza in un consesso civile senza che alcuni prevalgano con le proprie convinzioni intime su altri. La laicità: l'Iran è una democrazia ma confessionale. Noi siamo una democrazia, come Francia o Stati Uniti, laica. Laicità è dunque la rivendicazione di un'autonomia decisionale senza condizionamenti morali o religiosi, è il rifiuto palese od occulto di una norma religiosa sovraordinata. Mettere un crocifisso qui significa andare nella direzione di una democrazia confessionale. Voterò convintamente no ma spero, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, che esistano ancora valori di democrazia laica in questa città”.Paolo Lepri: “trovo inopportuno parlare di argomenti del genere, delicati, adesso, quando mancano le opposizioni. Mi pare scorretto. Sono d'accordo con Angelo Rossi, un simbolo ulteriore della crocifissione è inutile. Si sposeranno qui, in quest'aula, coppie dello stesso sesso perché in chiesa è loro vietato. Quindi dovranno farlo con di fronte un simbolo di quella religione”.
Roberto Bardelli: “parlo da cattolico tradizionalista ma sono stato educato a non imporre alcunché a nessuno. A me può anche andare bene un quarto crocifisso ma non mi è chiaro il senso della mozione, ovvero doverlo mettere per forza quando è chiaro il senso di cristianità in Italia e in quest'aula. Nei luoghi e negli uffici pubblici comunali può anche essere apposto tale simbolo ma qui è una forzatura”.
Donata Pasquini: “da cattolica che ritiene un errore la mancata citazione delle radici cristiane nella costituzione europea dico che questa discussione un po' mi infastidisce. Una proposta del genere mi pare fuori contesto. Il crocifisso è comunque un crocifisso, che sia un'opera d'arte o un manufatto ligneo, è simbolo di passione e salvezza e una strumentalizzazione di questi valori non posso accettarla per cui non parteciperò al voto”.
Federico Scapecchi: “il crocifisso non è solo un simbolo religioso, questo è vero, resta valido anche per chi non crede. Non sono contrario al corpo della mozione ma devo riconoscere che il crocifisso c'è già. Ce ne sono tre, perché stanno nella nostra storia, potremmo valorizzarli, esistevano già prima che noi stessi entrassimo in Consiglio Comunale”.
Il sindaco Alessandro Ghinelli: “queste opere d'arte hanno assistito anche a prese di posizione anticlericali ma nessuno, neppure gli esponenti dei partiti laici, si sono mai sognati di oscurarli. Su questo atto andremo al voto per convinzioni interiori, dunque inviterei i relatori a riformulare la mozione con un testo che metta in risalto il valore dei crocifissi presenti senza aggiungerne altri. Quando il sindaco si reca in chiesa durante un'occasione ufficiale lo fa con una fascia tricolore e rappresenta tutta la città ma se ricevo l'eucarestia, mi tolgo la fascia perché è un gesto intimo e personale durante il quale so che analoga rappresentatività non sussiste”.
Giovanni Bonacci: “la lista Ora Ghinelli è una lista civica, i suoi componenti hanno vari convincimenti personali per cui diamo libertà di scelta”.
La mozione è stata approvata con 11 favorevoli, 2 contrari, 3 astenuti e 2 non votanti.