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Padre Graziano non tornerà in carcere, dopo giorni di arresa il Tribunale del Riesame ha confermato la misura cautelare attuale, gli arresti domiciliari nel convento premostratense con il braccialetto elettronico.
Una decisione arrivata nel giorno in cui è tornata a riunirsi la Corte d'Assise per il processo al religioso, assente in aula, accusato dell'omicidio di Guerrina Piscaglia, dell'occultamento o della distruzione del suo cadavere. In aula l'Arcivescovo di Arezzo-Cortone-Sansepocro, monsignor Riccardo Fontana che si è presentato puntuale alle 9,30 alla Vela, la sua testimonianza è durata circa mezz'ora. All'uscita, sollecitato dai giornalisti, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, che ha preferito affidare ad un comunicato stampa della Diocesi
Di seguito il comunicato stampa della diocesi:

"L’Arcivescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, mons. Riccardo Fontana, quest’oggi ha reso testimonianza nel processo a carico di padre Gratien Alabi.
Mons. Fontana, al termine dell’audizione, non ha mancato di sottolineare la sua completa fiducia nell’operato della Magistratura, ribadendo l’auspicio che sull’intera vicenda possa essere fatta piena chiarezza, come già abbondantemente e pubblicamente ribadito.
L’intera Chiesa diocesana, con il suo Pastore e i parroci delle zone del Badiale e del Sestinese, da sempre presente ed accanto alle comunità provate dalla nota e penosa vicenda, ancora una volta vogliono esprimere la propria vicinanza ai familiari della signora Guerrina Piscaglia Alessandrini e al loro dolore."

Il Vescovo ha risposto serenamente a tutte le domande. Si è parlato della lettera della parrocchiana di Cà Raffaello che il Vescovo avrebbe ricevuto nel luglio 2014, della quale ci parlò lo stesso Monsignore in una nostra intervista "Chi sa parli". Così il Vescovo di Arezzo sulla scomparsa di Guerrina Piscaglia e dell'incontro avvenuto il 13 settembre 2014 ad Arezzo alla presenza del Vescovo Fontana, del suo vicario Dallara di Padre Graziano e del suo, allora, avvocato difensore Luca Fanfani. Incontro voluto proprio in virtù della condizione del frate, che era passato da persona informata sui fatti ad indagato. Numerose le domande sulla figura di "zio Francesco" della quale Gratien avrebbe rappresentato l'esistenza all'alto prelato. Il Vescovo ha confermato che Alabi gli avrebbe descritto questa figura, senza però identificarlo.
E' stato poi il turno dei consulenti nominati dal legale di Mirco e Lorenzo Alessandrini. Il primo ad essere stato ascoltato è stato l'ingegner Paolo Reale, esperto di tabulati, celle telefoniche e localizzazione.
E' stata poi sentita la criminologa Roberta Bruzzone che, basandosi sul materiale già acquisito, ha eleborato una consulenza tecnica sul profilo di Guerrina Piscaglia.