Il giorno di padre Graziano, "interrogatorio in carcere sotto calmanti" e il racconto di zio Francesco VIDEO
E l'udienza ha preso avvio il racconto del frate congolese, che ha dichiarato di aver assunto delle gocce calmanti in carcere e che ciò lo avrebbe reso meno lucido durante l'interrogatorio all'interno della casa circondariale aretina dell'agosto 2015.
L'esame è proseguito serratissimo, il pm Marco Dioni ha toccato tutti i punti caldi della vicenda, partendo dal desiderio della casalinga di Ca' Raffaello di avere un figlio dal frate congolese, espresso dalla stessa donna nel novembre 2013. Circostanza che portò il religioso a dirle che se ne avesse avuto bisogno si sarebbe potuta rivolgere ad una ginecologa sua amica.
Il dibattito di è poi concentrato sulla figura chiave di questa intricata vicenda: zio Francesco, personaggio per l'accusa frutto della fantasia di padre Graziano. Il religioso ha descritto l'uomo alla Corte: 50enne, presumibilmente nord-africano, con capelli ricci e con un tatuaggio che ritrae uno scorpione sull'avambraccio sinistro. Il religioso ha dichiarato di aver incontrato quell'uomo per la prima volta il primo maggio a Sestino e di averlo incontrato una seconda volta a Ca' Raffaello il 10 maggio, questa volta con la casalinga.
Il religioso poi, su domanda diretta del pm Marco Dioni, ha negato di aver mai posseduto il cellulare di Guerrina, sia prima che dopo la sua scomparsa. L'interrogatorio riprenderà il 15 luglio.