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Il comitato acqua pubblica denuncia nuovi aumenti nelle bollette dell'acqua che si attesteranno ad un +19,6% per il quadriennio 2016-2019. "Con l'opposizione ferma e determinata del rappresentante del Comune di Sansepolcro - spiega il presidente del Comitato Gianfranco Morini - lunedì scorso in sede di Conferenza Territoriale 4 , si è consumato l'ennesimo e tristo spettacolo di sindaci e assessori da loro delegati che hanno prestamente approvato un ulteriore aumento delle bollette dell'acqua : + 19,6% per il quadriennio 2016 - 2019 . Questo avviene dopo che, già dal 1° gennaio di quest'anno , famiglie e imprese hanno dovuto sopportare sostanziosi rincari , che per la stragrande maggioranza degli utenti hanno superato anche la soglia del 20% rispetto alle tariffe pagate nel 2015.
acqua rubinettoPer sovrappiù sindaci e assessori , con il voto contrario di quello di Sansepolcro, hanno colto l'occasione per dichiararsi favorevoli alla proposta di allungamento di due anni e mezzo della concessione - da giugno 2024 a dicembre 2026 – proposta avanzata da Nuove Acque con il solito beneplacito dell'apparato tecnico dell'Autorità di Ambito: i burocrati superpagati dell'A.I.T.
Dunque per gli utenti, quest'anno, prima le bollette sono rincarate del 20% , poi il rincaro ridotto al 15% a seguito della denuncia del Comitato sulla “stangata firmata dai sindaci” ma ora , con le nuove tariffe 2016-2019 , l'incremento viene riportato al 19% , partendo ovviamente da gennaio. Come in una sorta di “gioco dell'oca” prima si avanza di 20 punti, poi si arretra di 5 ma subito dopo si recupera avanzando di 4 : una pantomima veramente stucchevole e irriguardosa nei confronti di cittadini e imprese.  Riguardo poi all'impegno che i sindaci si sono presi circa la proroga della concessione , accogliendo l'idea con favore e dichiarandosi pronti ad approvarla - magari prossimamente - non possiamo che dichiararci stupefatti e indignati da cotanta impudenza. Pertanto ,dando avvio a tutti i necessari e possibili approfondimenti sulla documentazione fornita ai sindaci -attraverso l'AIT - da Nuove Acque, il Comitato lancia un forte e accorato appello a cittadini, famiglie e imprese perchè si mobilitino per far sì che quanto deciso in quello che è il primo livello decisionale – Conferenza territoriale- venga rivisto e modificato dai sindaci , prima dell'Assemblea AIT indetta per il 22 luglio, tenendo nel dovuto conto la volontà e l'interesse dei cittadini .  Se c'è bisogno di tempo per le opportune valutazioni tra sindaci e rappresentanti di cittadini e imprese - e ce n'è - che venga rinviata l'Assemblea, per il tempo che occorre.  I cittadini sono stufi di far fare profitti con l'acqua - un bene primario pubblico , quindi loro - ai soci privati (francesi o romani) di Nuove Acque, perciò nessuna proroga della concessione e intanto non venga approvato nessun ulteriore aumento delle tariffe!"


Duro il commento anche dell'Ascom: "“L’aumento ratificato dall’assemblea dell’Autorità Idrica Toscana è sconsiderato, inopportuno, ingiustificato e ingiustificabile. Anche i Sindaci, che siedono in assemblea, ne sono corresponsabili e ne dovranno rispondere di fronte a cittadini e imprenditori, già vessati da tariffe più care qui che altrove”. Lo afferma la presidente regionale e provinciale di Confcommercio Anna Lapini, che a giugno aveva esortato i primi cittadini della provincia, Arezzo in primis, “a coordinarsi meglio per tutelare gli interessi delle loro comunità e a fare chiarezza sui costi e sugli investimenti programmati, con l’obiettivo di ridurre le tariffe senza toccare l’efficienza del servizio”.  L’aumento proposto da Nuove Acque, ente gestore del servizio, e approvato dall’Autorità Idrica, sarà “spalmato” su quattro anni da ora fino al 2019.ANNA LAPINI “Sarà di poco meno del 4% nel primo anno, poi arriverà quasi al 5%”, anticipa Anna Lapini, “è vero, il massimo consentito per gli aumenti è del 5,5% annuo, quindi dovremmo addirittura ringraziare Nuove Acque per essersi accontentata di mezzo punto percentuale in meno. Peccato però che i costi operativi per abitante da noi siano molto più alti della media nazionale: 130 euro contro le circa 100 del resto d’Italia. E non si sa per quale motivo. In più, oltre agli aumenti, nei prossimi anni ci ritroveremo addebitati in bolletta anche dei costi aggiuntivi per fantomatiche “partite pregresse” e conguagli, per un importo totale di 8 milioni di euro da ripartire fra tutti gli utenti. Neppure di fronte a questi dati i Sindaci hanno pensato di fare il loro dovere chiedendo spiegazioni in nome e per conto dei loro concittadini”.  “È mai possibile”, prosegue la presidente, “che non ci siano miglioramenti da fare nel sistema di gestione dell’acqua pubblica? Eppure, quando i conti non tornano, nelle imprese si passa prima di tutto a razionalizzare le spese interne, non certo ad aumentare i prezzi ai clienti.” “Aumentare i costi fissi per le imprese non significa solo erodere ancora di più il loro margine di profitto, già molto ridotto in questi anni di crisi e contrazione dei consumi, ma significa anche annullare risorse per la crescita dell’economia locale e per lo sviluppo dell’occupazione. Anche di questo i Sindaci dovranno rispondere”, chiude la presidente di Confcommercio Toscana.