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Un padre Graziano fermo e deciso davanti ai giudici delle Corte d'Assise, che su domanda diretta del pm Marco Dioni afferma ancora una volta la sua completa estraneità riguardo la scomparsa di Guerrina Piscaglia. Il frate congolese è tornato in aula per la conclusione dell'interrogatorio. Dopo il serratissimo esame del pm è stato il turno delle parti civili, della difesa, che non ha posto alcuna domanda all'imputato, ed infine della Corte.
La prima parola è stata dell'avvocato Nicola Detti, parte civile per Mirco e Lorenzo Alessandrini. Nel corso dell'esame, su domanda diretta, padre Graziano ha indicato chi avrebbe creato quella sorta“complotto” contro di lui, più volte denunciato dal religioso.
Sono stati poi toccati temi decisamente più osé, il religioso ha negato ancora una volta di aver avuto rapporto sessuali ma ha raccontato di aver ricevuto più di una avance a sfondo sessuale.
Nel corso dell'interrogatorio più volte è stato affrontato l'aspetto di zio Francesco, personaggio ritenuto frutto della fantasia del frate per l'accusa. Il religioso ne ha fornito nuovamente una descrizione: quarantenne, probabilmente nordafricano e con uno scorpione tatuato. Con l'uomo il frate ha dichiarato di aver incontrato Guerrina due volte dopo la sua scomparsa, ma di non avene parlato a causa del segreto della confessione.
Ed è ai margini del processo al religioso congolese che continua a consumarsi il dramma di una famiglia, che da due anni continua a chiedere verità sul misterioso destino delle 50enne scomparsa.