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E' ancora giallo sulla morte di Catia dell'Omarino, la 40enne biturgense trovata senza vita sul greto del Torrente Afra, in località Montagna, alle porte di Sansepolcro. Prosegue senza sosta il lavoro dei carabinieri del nucleo investigativo, che al momento non escludono alcuna pista.
Il corpo della donna era stato trovato martedì mattina da alcuni passanti, con la testa fracassata da almeno due colpi, ma è ancora mistero fitto sull'arma del delitto, di cui ancora non c'è traccia, nonostante i militari dell'Arma abbiamo battuto minuziosamente la zona del ritrovamento del corpo. Qualche risposta in più potrebbe darla l'autopsia, disposta per sabato pomeriggio. L'esame autoptico, che sarà effettuato dal dottor Marco Di Paolo, a cui il pm Julia Maggiore ha conferito l'incarico, potrebbe infatti far chiarezza sulle causa della morte, sull'arma utilizzata e forse rivelare alcune tracce dell'assassino grazie all'esame del dna che verrà effettuato da una genetista. Si cercano infatti frammenti biologici per poter così isolare il dna dell'omicida. La Tac, effettuata giovedì, intanto avrebbe escluso la presenza di proiettili e di fori di uscita di un colpo d'arma da fuoco.
Altre risposte potrebbero invece fornirle i tabulati telefonici al vaglio degli inquirenti. Dalle ultime chiamate e dagli sms potrebbero emergere alcuni nuovi particolari sulle ultime ore di vita della donna.