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E' stato arrestato Antonio Di Stazio, il vigilante che lo scorso 11 luglio era sparito insieme ai 50 chilogrammi d'oro e di argento, trasportati all'interno del furgone portavalori della Securpol. L'accusa per l'uomo da appropriazione indebita è stata elevata a furto aggravato. Il vigilante si trova adesso all'interno della casa circondariale aretina di San Benedetto. E' stato accompagnato dai carabinieri di Arezzo all'interno del carcere dopo che il gip Anna Maria Loprete ha accolto la richiesta di custodia cautelare del procuratore Roberto Rossi e del sostituto Andrea Claudiani.

Di Stazio si era presentato spontaneamente lunedì 18 luglio assieme al suo avvocato, Marco Treggi, ai carabinieri di Lucca. Al momento dell'arresto si trovava ad Arezzo.
Il vigilante nel corso degli accertamenti all'interno della caserma dei Carabinieri di Arezzo ha accusato un malore, sul posto è immediatamente intervenuta un'ambulanza ed una auto medica del 118. L'uomo è stato soccorso all'interno della caserma, non è stato infatti necessario il trasferimento di Di Stazio all'ospedale.
L'arresto dell'uomo sarebbe giunto al termine di ulteriori indagini del nucleo investigativo di Arezzo, guidato dal Capitano Matteo Demartis. I militari avrebbero infatti trovato “eclatanti indizi di colpevolezza in ordine al reato di furto aggravato dal porto delle armi, dalla destrezza, dall'abuso di relazioni di servizio, dal danno di ingente gravità arrecato alla Securpol”. Elementi che sarebbero emersi a conclusione di una perquisizione nell'abitazione del vigilante, di via Anconetana, e nella automobile dell’uomo.
Proseguono intanto le ricerche anche sul fronte complici, i militari del nucleo investigativo starebbero cercando coloro che potrebbero aver aiutato Di Sazio a trafugare e nascondere l'oro. Il cerchio si starebbe stringendo intorno ad un numero limitato di persone.