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Prosegue la caccia all'assassino di Catia dell'Omarino, la 41enne trovata senza vita sul greto del torrente Afra, a Sansepolcro. Potrebbe essere l'esito dell'esame del dna sui campioni genetici, prelevati durante l'autopsia, a dare un nome ed un volto ad “ignoto 1” ed indirizzare gli inquirenti verso l'omicida della donna. Ma l'attesa per i risultatati degli esami potrebbe protrarsi ancora per giorni, forse sino ad inizio agosto.
Emergono intanto nuovi elementi che potrebbero chiarire i contorni della tragica notte in cui Catia perse la vita. La borsa della donna sarebbe stata ritrovata all'interno del baule dell'auto, le chiavi della vettura invece vicino al corpo senza vita della 40enne. Un dato che potrebbe far pensare ad un incontro temporaneo tra la donna ed del suo assassino, una contatto che sarebbe dovuto durare solo poco tempo.
Si iniziano intanto a chiarire e delimitare meglio anche i contorni della finestra temporale dell'omicidio di Catia. La telefonata del fratello della donna la notte dell'omicidio sarebbe avvena intorno alle 5 ed a quell’ora il suo telefono, non ancora ritrovato, era già spento. E' dunque ipotizzabile che la donna potessere essere già stata uccisa e sulla base delle testimonianze l'omicidio potrebbe essere collocabile all'interno dell'arco temporale che va da mezzanotte fino alle 3 e mezza.