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Potrebbe essere nel dna di “ignoto 1” la chiave di volta del giallo di Catia Dell'Omarino, la 40enne trovata senza vita sul greto del torrente Afra, a Sansepolcro. il 12 luglio scorso. Dalle analisi sul corpo della donna è stato isolato un campione genetico non appartenente alla donna. C'è massimo riserbo da parte degli inquirenti sulla natura delle tracce biologiche, non è ancora noto se si tratti di sangue, liquido seminale, cute, capello, pelo. Quel materiale biologico potrebbe essere rimasto impresso sul corpo di Catia durante la colluttazione prima dell'omicidio, la donna infatti avrebbe lottato con tutte le sue forze per sottrarsi a quel drammatico destino. L'esito dell'esame del dna potrà poi essere comparato con quelli appartenenti a chi in quella tragica serata potrebbe aver avuto contatti con la donna, i campioni saranno infatti inviati ai laboratori dell'Università di Pisa, che si sta occupando delle analisi per il confronto.
Prosegue intanto senza tregua il lavoro degli inquirenti, supportati dal pm Julia Maggiore, alla ricerca di ulteriori elementi che potrebbero condurre verso l'assassino della 40enne biturgense. Si cerca tra i contatti della donna, un ruolo fondamentale continua a svolgerlo l'agenda della 40enne, nella quale appuntava nomi e numeri di telefono. Sarebbero state già sentite in caserma oltre 100 persone, tutte residenti nei luoghi frequentati maggiormente dalla 40enne e dove ancora potrebbe trovarsi il suo assassino: Sansepolcro, San Giustino Umbro e Selci Lama.