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Nel trimestre aprile-giugno 2016 si conferma vivace la voglia di fare imprese nella nostra provincia: nei tre mesi presi in esame si registrano infatti 581 nuove attività e 341 chiusure con un saldo positivo di 240 unità. Il bilancio è uno dei più positivi dall'inizio della crisi, in particolare migliore di quelli emersi negli ultimi anni: -16 nel 2013, +159 nel 2014 e +214 nel 2015.
Al 30 giugno 2016 la consistenza delle sedi di impresa registrate in provincia di Arezzo è quindi di 38.060 unità, di cui 10.362 artigiane (-78 imprese nel primo semestre). Le localizzazioni di impresa operative (sedi + unità locali) nel territorio provinciale sono 45.577 , 88 unità in più rispetto all'inizio dell'anno.
Il sistema economico italianocommenta Andrea Sereni, Presidente della Camera di Commercio di Arezzo -sta vivendo un momento delicato sopratutto per l'instabilità dei mercati finanziari innescata anche dalle difficoltà del sistema creditizio. Per fortuna alcuni segnali provenienti dall'economia “reale”, ad iniziare dalla demografia delle imprese, sono positivi. Il tasso medio annuo di crescita delle imprese aretine si attesta a +0,63%, in linea con il dato medio nazionale e risulta essere uno dei migliori della regione: fanno meglio solo Firenze (+0,65) e Grosseto (+0,64).E' positivo anche il dato semestrale : nel primo semestre 2016, rispetto all'anno precedente, il saldo è pari a +127 imprese. Si tratta del migliore risultato dal 2011.

Fra le varie forme societariesottolinea il Segretario Generale dell'Ente Dott. Giuseppe Salvini -le società di capitale sono sempre il motore della crescita imprenditoriale: nel corso dell'ultimo anno sono infatti aumentate in numero del 3,1%. Un dato che evidenzia anche come sia in atto un processo di consolidamento del tessuto economico provinciale che deve comunque essere ancora sostenuto e rafforzato. In flessione al contrario tutte le altre tipologie: le società di persone (-1,8%), le imprese individuali (-0,2%) e le altre forme (-0,2%). Per quanto riguarda l'andamento dei vari settori di attività economica a metà anno sono in calo rispetto ad un anno fa le imprese del manifatturiero (-0,3%), delle costruzioni (-1,3%), del commercio (-0,3%), dei trasporti (-1,7%). Da segnalare la crescita dell'agricoltura (+1,6%) che dalla metà dello scorso anno ha invertito una tendenza negativa di lungo periodo: il bilancio fra iscrizioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi è stato ampiamente positivo (+81 imprese) ed è rappresentativo di un ritrovato appeal delle attività agricole, che si sono gradualmente trasformate da semplici micro attività familiari in vere e proprie imprese. Il ritrovato interesse, soprattutto di giovani, per le attività agricole ha trovato un valido supporto nelle misure messe in campo dalla Regione Toscana nell'ambito del Bando «Pacchetto Giovani”, varato a metà del 2015 con lo scopo di favorire il ricambio generazionale nel settore agricolo ed il cambiamento di tendenza osservato della dinamica imprenditoriale sembra essere una chiara testimonianza.”

Aumenta - prosegue Salvini - il numero delle aziende del vasto e articolato comparto dei servizi con la sola eccezione delle attività di ristorazione (-0,5%): servizi di alloggio (+5,3%), servizi informazione e comunicazione (+0,2%), attività finanziarie ed assicurative (+1,7%), attività immobiliari (+0,4%), attività professionali e tecniche (+4%), servizi di supporto alle imprese (+3,1%), istruzione (+1,5%), sanità e assistenza sociale (+1,4%), attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+3,9%). All'interno del manifatturiero, che a livello complessivo abbiamo visto in contrazione, ci sono comunque settori in cui il numero delle imprese è in crescita : industrie alimentari (+0,6%), industrie delle bevande (+16,7%), fabbricazione di prodotti di carta (+2,8%), fabbricazione di prodotti chimici (+4,3%), riparazione, manutenzione ed installazione di di macchine (+11,4%).In flessione invece industria del legno (-0,3%), metallurgia (-1,7%), fabbricazione prodotti in metallo (-2,7%), computer ed elettronica (-1,3%), apparecchiature elettriche (-0,9%), macchinari (-1,1%), autoveicoli e altri mezzi di trasporto (-3,8%).Segnali contrastanti provengono dai settori che costituiscono le colonni portanti del nostro export : se da un lato il comparto gioielleria ed oreficeria fa segnare un incoraggiante +0,7%, con 1.412 imprese registrate, il comparto della moda evidenzia una flessione generalizzata in ogni settore (tessile -1,4%, abbigliamento -1,6%) e particolarmente accentuata nella pelletteria-calzature ( -6,2% ).”



 

Nel trimestre aprile-giugno 2016 si conferma vivace la voglia di fare imprese nella nostra provincia: nei tre mesi presi in esame si registrano infatti 581 nuove attività e 341 chiusure con un saldo positivo di 240 unità. Il bilancio è uno dei più positivi dall'inizio della crisi, in particolare migliore di quelli emersi negli ultimi anni: -16 nel 2013, +159 nel 2014 e +214 nel 2015.

Al 30 giugno 2016 la consistenza delle sedi di impresa registrate in provincia di Arezzo è quindi di 38.060 unità, di cui 10.362 artigiane (-78 imprese nel primo semestre). Le localizzazioni di impresa operative (sedi + unità locali) nel territorio provinciale sono 45.577 , 88 unità in più rispetto all'inizio dell'anno.

 

 

Il sistema economico italiano – commenta Andrea Sereni, Presidente della Camera di Commercio di Arezzo -sta vivendo un momento delicato sopratutto per l'instabilità dei mercati finanziari innescata anche dalle difficoltà del sistema creditizio. Per fortuna alcuni segnali provenienti dall'economia “reale”, ad iniziare dalla demografia delle imprese, sono positivi. Il tasso medio annuo di crescita delle imprese aretine si attesta a +0,63%, in linea con il dato medio nazionale e risulta essere uno dei migliori della regione: fanno meglio solo Firenze (+0,65) e Grosseto (+0,64).E' positivo anche il dato semestrale : nel primo semestre 2016, rispetto all'anno precedente, il saldo è pari a +127 imprese. Si tratta del migliore risultato dal 2011.”

Nati-mortalità primo semestre – provincia di Arezzo

 

Iscrizioni

Cessazioni non d'ufficio

Saldo

2016

1339

1212

127

2015

1.236

1.179

57

2014

1.257

1.225

32

2013

1.437

1.617

-180

2012

1.477

1.500

-23

2011

1.532

1.318

214

2010

1.519

1.332

187

2009

1.459

1.392

67

 

Imprese registrate in provincia di Arezzo per forma giuridica

 

 

 

 

Fra le varie forme societarie – sottolinea il Segretario Generale dell'Ente Dott. Giuseppe Salvini -le società di capitale sono sempre il motore della crescita imprenditoriale: nel corso dell'ultimo anno sono infatti aumentate in numero del 3,1%. Un dato che evidenzia anche come sia in atto un processo di consolidamento del tessuto economico provinciale che deve comunque essere ancora sostenuto e rafforzato. In flessione al contrario tutte le altre tipologie: le società di persone (-1,8%), le imprese individuali (-0,2%) e le altre forme (-0,2%).

Per quanto riguarda l'andamento dei vari settori di attività economica a metà anno sono in calo rispetto ad un anno fa le imprese del manifatturiero (-0,3%), delle costruzioni (-1,3%), del commercio (-0,3%), dei trasporti (-1,7%). Da segnalare la crescita dell'agricoltura (+1,6%) che dalla metà dello scorso anno ha invertito una tendenza negativa di lungo periodo: il bilancio fra iscrizioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi è stato ampiamente positivo (+81 imprese) ed è rappresentativo di un ritrovato appeal delle attività agricole, che si sono gradualmente trasformate da semplici micro attività familiari in vere e proprie imprese. Il ritrovato interesse, soprattutto di giovani, per le attività agricole ha trovato un valido supporto nelle misure messe in campo dalla Regione Toscana nell'ambito del Bando «Pacchetto Giovani”, varato a metà del 2015 con lo scopo di favorire il ricambio generazionale nel settore agricolo ed il cambiamento di tendenza osservato della dinamica imprenditoriale sembra essere una chiara testimonianza.”

 

 

Aumenta - prosegue Salvini - il numero delle aziende del vasto e articolato comparto dei servizi con la sola eccezione delle attività di ristorazione (-0,5%): servizi di alloggio (+5,3%), servizi informazione e comunicazione (+0,2%), attività finanziarie ed assicurative (+1,7%), attività immobiliari (+0,4%), attività professionali e tecniche (+4%), servizi di supporto alle imprese (+3,1%), istruzione (+1,5%), sanità e assistenza sociale (+1,4%), attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+3,9%). All'interno del manifatturiero, che a livello complessivo abbiamo visto in contrazione, ci sono comunque settori in cui il numero delle imprese è in crescita : industrie alimentari (+0,6%), industrie delle bevande (+16,7%), fabbricazione di prodotti di carta (+2,8%), fabbricazione di prodotti chimici (+4,3%), riparazione, manutenzione ed installazione di di macchine (+11,4%).

In flessione invece industria del legno (-0,3%), metallurgia (-1,7%), fabbricazione prodotti in metallo (-2,7%), computer ed elettronica (-1,3%), apparecchiature elettriche (-0,9%), macchinari (-1,1%), autoveicoli e altri mezzi di trasporto (-3,8%).

Segnali contrastanti provengono dai settori che costituiscono le colonni portanti del nostro export : se da un lato il comparto gioielleria ed oreficeria fa segnare un incoraggiante +0,7%, con 1.412 imprese registrate, il comparto della moda evidenzia una flessione generalizzata in ogni settore (tessile -1,4%, abbigliamento -1,6%) e particolarmente accentuata nella pelletteria-calzature ( -6,2% ).”

Imprese registrate per attività economica in provincia di Arezzo