In questi otto mesi le quattro banche si sono riprese. Banca Etruria ha ottenuto risultati significativi con un impegno straordinario, sia dal punto di vista professionale che morale, di tutti i dipendenti che continuano a lavorare in una situazione di evidente disagio per un passato che non si chiude e un futuro che non si apre.
Le prossime settimane saranno decisive anche perché è ben difficile pensare ad un secondo “no grazie”. Allora diventa fondamentale la condivisione di un metodo: il futuro delle quattro banche non può essere affidato ad un’inaccettabile e semplicistica gara al massimo rialzo. Le quattro banche sono architravi dei sistemi economici locali, sono un patrimonio economico e occupazionale di una larga parte dell’Italia Centrale, sono purtroppo diventate anche una cartina di tornasole del sistema bancario nazionale. L’esito della loro vicenda influenzerà la percezione dei risparmiatori e degli investitori italiani ed esteri su tutto il sistema.Allora è necessario che sindacati, istituzioni e categorie economiche condividano obiettivi e mettano in atto strategie condivise che rendano indiscutibilmente evidente che siamo di fronte a scelte che condizioneranno pesantemente e a lungo il futuro di molte comunità locali.
Gli obiettivi sono quelli sui quali la Fisac Cgil insiste fin dall’inizio di questa vicenda. Quindi una soluzione strutturale che definisca assetti proprietari e societari stabili e duraturi; che consolidi il risanamento e il rilancio in atto; che garantisca ai territori partner altamente professionali e attenti ai progetti di sviluppo locale; che metta al centro l’occupazione e il lavoro. E non parliamo soltanto dei dipendenti diretti degli istituti e di quelli indiretti. Ma pensiamo anche a quelli delle imprese artigiane, commerciali e industriali che hanno bisogno, per superare questa fase di lunghissima crisi, di partner per il credito.
La posta è in gioco è altissima. Al tavolo non ci possono essere soltanto i sindacati. E’ necessario che le istituzioni locali, le Regioni interessate, i parlamentari di questi collegi intensifichino il loro impegno non solo sul versante dei risparmiatori ma anche su quello del futuro di Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Etruria, Banca Marche e Cassa di Risparmio di Chieti.
Siamo consapevoli del difficilissimo compito di chi è stato chiamato a decidere su proposte e offerte e quindi sul futuro delle quattro banche. Siamo altrettanto consapevoli che se le comunità locali e i loro rappresentanti non faranno sentire la loro voce in modo convinto e pesante, la bilancia dei criteri decisionali si sposterà decisamente solo verso il lato quantitativo dell’offerta economica. E i temi cari a noi tutti (sviluppo locale, occupazione, rilancio dell’economia) avranno il peso di una piuma".
Adesso, e quindi all’indomani di Ferragosto, è il momento di agire. Proteste e lagnanze a cose fatte saranno inutili e perfino dannose.