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Cosa c’è di meglio di una serata dedicata all’opera? Un perfetto genere che racchiude in se teatro e musica. La denominazione "opera" è l'abbreviazione convenzionale di opera in musica; non è un caso che la parola "opera" sia usata invariabilmente in tutte le lingue del mondo: anche se pure altre nazioni posseggono tradizioni operistiche di innegabile importanza e valore, il melodramma è nato e si è sviluppato in Italia, paese che per questo possiede il maggior numero di teatri d'opera al mondo e ha tra i suoi maggiori vanti (nonché fondamenti dell'unità nazionale) l'essere universalmente considerata la patria dell'opera. Quindi in questo secondo appuntamento all’interno del Festival Teatro Musica Estate 2016, organizzato da Laboratori Permanenti con la collaborazione di Amici della Musica, rimaniamo legati alla nostra tradizione con un genere teatrale e musicale dove potrete cogliere e “assaporare” tutti i vari aspetti e vicende che può contenere un’opera.
Pagliacci, opera lirica verista fra le più popolari, si ispira a un delitto realmente accaduto a Montalto Uffugo in Calabria, quando il compositore Ruggero Leoncavallo era bambino: il padre, magistrato, istruì il processo che portò alla condanna dell'uxoricida.
Nell’opera la storia narra di Canio, capocomico di una misera compagnia di attori girovaghi, gelosissimo della sua amante Nedda, assai più giovane di lui, che, quando ne scopre l’infedeltà, uccide lei e il suo compagno clandestino davanti al pubblico accorso allo spettacolo serale. Una trama intrisa di rimpianti, eccessi, situazioni grottesche, sangue, segatura e amori infelici, riscattata da una musica seducente che, fin dalla prima mondiale al Teatro dal Verme di Milano il 21 maggio 1892 sotto la direzione di Arturo Toscanini, incanta e commuove il pubblico.
Si tratta, a voler ben considerare, di un’opera intima, fatta di sentimenti privati che diventano pubblici per uno scherzo del destino. Nonostante i classici eccessi veristi che troppo spesso ne inquinano l’esecuzione, la musica di Leoncavallo mostra tratti di assoluta eleganza, quasi di leggerezza; l’uso del “Leitmotiv” è sapiente, rende l’opera interessante e assai piacevole all’ascolto. Ma questa facilità e questo indubbio stile descrivono una vicenda trucida e cruenta, un autentico episodio di cronaca nera. La rappresentazione inizia a sipario calato, con un baritono in costume da clown che si presenta al proscenio come Prologo (“Si può?”), fungendo da portavoce dell'autore ed enunciando i principi informatori e la poetica dell'opera. Il prologo di Pagliacci costituisce un vero e proprio manifesto poetico-programmatico della corrente verista all'interno della Giovane Scuola Italiana.
Di tutto questo parlerà il giorno 13 agosto 2016 alle ore 21 presso il Teatro Alla Misericordia di Sansepolcro Michele Casini per Laboratori Permanenti, in una conferenza-spettacolo, come sempre arricchita dai filmati di celebri allestimenti dell’opera dai teatri di tutto il mondo. La conferenza è anticipata da un aperitivo alle ore 20 presso il Teatro Alla Misericordia.